Appello alle imprese: Resistere, resistere, resistere!”

La paura più grande per le imprese si chiama “credit crunch“, la stretta sul credito: le banche, in sostanza, in piena crisi preferiscono non fidarsi e si limitano parecchio quando si tratta di prestare soldi alle imprese. Il rischio per molte, in piena recessione e dopo 5 anni di crisi, è la chiusura.
E non si tratta di aziende decotte, ma di piccole, medie aziende in difficoltà, che fanno squadra con  i loro dipendenti e non si rassegnano. Come mostrano tanti esempi, a partire dalle storie raccontate tutti i giorni da Radio 24 nella trasmissione curata da Oscar Giannino, oppure nel blog “http://www.impresecheresistono.org“, per arrivare all’ultima provocazione dell’imprenditore ferrarese, Giulio Barbieri.

Barbieri in una serie di pagine, prenotate a sue spese, sul quotidiano Libero, chiede un governo e una politica all’altezza di imprese in salute, che sotto la pressione fiscale, l’indifferenza delle banche, nessun investimento pubblico, una burocrazia opprimente, di rischiano di chiudere, o di licenziare o di trasferirsi all’estero, non in estremo oriente, ma in  Paesi, come l’Austria, che fanno ponti d’oro alle imprese che vogliono crescere sfidando la crisi.

Dopo la fuga dei cervelli,  assisteremo alla fuga delle imprese? Per la verità questa in gran parte c’è già stata, negli anni scorsi, nei Paesi dove il lavoro costa poco o pochissimo e le regole sulla produzione sono molto più blande che in Europa.
E’ stato un bene per molte aziende, è stato un male per il Paese? Oggi potrebbe crearsi un fenomeno diverso, assai più pericoloso, la fuga oltre confine, una fuga dall’Italia accusata di non essere all’altezza di questo momento storico. Questa sera anche di questo Giulio Barbieri dovrebbe parlare nella puntata odierna della trasmissione tv  Piazza Pulita su La 7 . Tema più che mai del giorno, reso drammatico da tante vicende di operai e imprenditori disperati, reso di straordinaria attualità dalle dure parole pronunciate ieri dal superbanchiere europeo Mario Draghi e  dal ventilato nuovo accordo Nerkel – Monti. Che si stiano accorgendo che la cura ammazza il cavallo?

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