Fondazione Carife: approvato il bilancio 2012

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E’ stato approvato dall’assemblea dei soci il bilancio 2012 della Fondazione cassa di risparmio di Ferrara. La votazione, avvenuta dopo un confronto molto articolato, ha registrato 134 voti a favore, due astensioni e un voto contrario.

E’ stata un’assemblea difficile quella dei soci della fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara, che si è svolta oggi nella sede Carife di Corso Giovecca, ex Credito agrario. All’ordine del giorno la discussione e approvazione del bilancio consuntivo 2012, che ha messo in luce le caratteristiche del tutto particolari dell’anno appena trascorso: “il 2012 è stato un esercizio non paragonabile ai precedenti – ha detto il presidente della Fondazione Piero Puglioli – in quanto basato su una programmazione prevalentemente mirata alla gestione dell’erogazione di somme già deliberate piuttosto che al sostegno a nuovi progetti.

“Un peso rilevante, sul bilancio 2012 – ha proseguito Puglioli – va attribuito non solo alle erogazioni a favore delle popolazioni colpite dal sisma, ma soprattutto alle difficoltà vissute dalla Cassa, di cui la Fondazione rappresenta il socio di maggioranza.”

Nell’intenso dibattito che ha fatto seguito alla relazione del presidente, sono emerse, tra i soci, due posizioni contrapposte: la prima, di chi si è detto consapevole delle difficoltà che hanno portato la Cassa, per il quarto anno consecutivo, a un bilancio ancora pesantemente in perdita. La seconda, impersonata dall’avvocato Giuseppe Toscano, di chi critica pesantemente la gestione dell’Istituto di credito, e si spinge sino a definire l’attuale cassa di risparmio “un colabrodo”, che deve assolutamente ridurre i propri costi di esercizio e incamerare nuove risorse per far fronte alla propria funzione di banca del territorio.

In discussione anche le possibili vie d’uscita da questa situazione, in modo particolare l’ipotesi di consentire alla banca di incamerare denaro fresco vendendo una parte delle quote attualmente detenute dalla fondazione: una soluzione fortemente avversata da chi ritiene di dover salvaguardare la territorialità della banca e quindi opterebbe per la ricerca di un partner che lasci alla fondazione la quota di maggioranza.

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