Gli Usa riconoscono dopo 106 anni il genocidio degli Armeni – VIDEO

Il presidente USA, Joe Biden, ha deciso di riconoscere come genocidio l’uccisione di 1,5 milioni di Armeni durante il periodo della prima guerra mondiale da parte dell’Impero ottomano. Lo scrive il New York Times, precisando che l’annuncio è atteso per oggi, sabato, 106/mo anniversario dell’eccidio di massa.


Alla memoria del genocidio armeno  la Fondazione Teatro Comunale di Ferrara iha dedicato la riflessione a più voci che  sarà disponibile da questa sera alle 21 sul canale you tube del teatro, e che vede la partecipazione di ntonia Arslan, sul palco del Teatro ‘Claudio Abbado’, anche Moni Ovadia, direttore della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Vittorio Robiati Bendaud, saggista e coordinatore del Tribunale rabbinico del Centro Nord Italia e Claudio Fanton, suonatore di duduk.

Il 24 aprile il popolo armeno commemora l’eccidio di massa di cui fu vittima durante la prima guerra mondiale per mano dell’Impero ottomano. È atteso per oggi, giorno del 106mo anniversario, il riconoscimento ufficiale, da parte degli Stati Uniti, annunciato dal presidente Biden, che l’uccisione di 1,5 milioni di armeni fu un genocidio, cioè uno sterminio mirato alla distruzione sistematica di un intero gruppo etnico.

A questa notizia, annunciata dal presidente Biden due giorni fa, ho voluto rispolverare un articolo scritto nel marzo 2010, intervistando Antonia Arslan, scrittrice di origine armena, che con il romanzo pubblicato nel 2004,La masseria delle allodole,  da cui fu tratto l’omonimo film dei fratelli Taviani, contribuì in maniera determinante a rendere noto al mondo e prima di tutto agli Italiani il massacro compiuto per volontà dell’impero ottomano degli Armeni di Anatolia fra il 1915 e il 1916. Fra questi anche gran parte della sua famiglia di origine fu massacrata, prima gli uomini, poi le donne costrette ad un lungo doloroso peregrinare nel deserto “a grande marcia del genocidio degli Armeni “ prive di tutto, con i loro bambini affamati e gli aguzzini, fra cui ufficiali tedeschi e soldati  Curdi, pronti a rapire le donne più giovani e  a fare violenze di ogni genere.  In quell’intervista Antonia Arslan sottolineò, la gravità del silenzio steso dalla comunità internazionale sul genocidio armeno, nei confronti del quale la Turchia ha assunto e continua a mantenere un atteggiamento esplicitamente negazionista, atteggiamento che  rappresenta a tutt’oggi una delle ragioni più forti contro l’ingresso della Turchianell’Unione Europea. Mentre la Francia considera e reato negarlo, e altri 28 Paesi fra cui l’Italia in questi anni lo ha riconosciuto come tale.

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