Arrestato dieci anni dopo assoluzione, giudice non convalida

 

helmut-graf-da-heute.atIl giudice non ha convalidato l’arresto su mandato europeo (Mae) di Andrea Saba, 38enne di Poggio Renatico (Ferrara) al centro di un caso giudiziario scoppiato in questi giorni, dieci anni dopo la sua assoluzione per un omicidio avvenuto 15 anni fa a Vienna.

Saba è già tornato a casa, dopo l’udienza in cui il giudice della Corte d’appello di Bologna non ha convalidato il suo arresto, che gli era stato notificato dai carabinieri. Un provvedimento che era partito da Vienna il 3 febbraio.

Nei giorni scorsi, dieci mesi dopo la richiesta d’arresto, ecco la notifica e il suo arresto materiale per un fatto per il quale la Cassazione, con sentenza irrevocabile, lo aveva assolto dieci anni fa: per questo motivo il giudice all’udienza di convalida non ha potuto che rilevare l’irrevocabilità del giudizio italiano e porlo in libertà, non essendovi i requisiti per la consegna.”Ora il mio assistito – spiega l’avv. Alessandro Cristofori di Bologna – è libero, ma resta a disposizione dell’autorità giudiziaria austriaca. Confidiamo che il caso venga chiarito al più presto” si limita a dire il legale, ipotizzando che ora, sulla base della non convalida dell’arresto e dell’atto del giudice italiano, la magistratura austriaca potrebbe revocare il mandato e archiviare il procedimento, vista l’assoluzione di Saba e l’impossibilità di essere processati due volte per lo stesso reato, secondo il principio del ‘ne bis in idem’, valido in tutta Europa e nei paesi membri.

I fatti risalgono al 1998, quando in un tentativo di rapina venne ucciso un gioielliere a Vienna. Dell’omicidio furono accusati tre italiani, tra cui Saba. Sia lui che gli altri due sono stati, nel corso degli anni, assolti. In modo definitivo e ‘irrevocabile’ (Ansa)

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