Articolo 18 e infortuni sul lavoro

Sono oltre quattromila secondo Inail gli infortuni sul lavoro in Emilia Romagna nel 2011 e i due terzi colpiscono i maschi.

Se nel corso degli ultimi anni la sicurezza sui luoghi di lavoro è aumentata grazie al varo del decreto ottantuno, la soglia di attenzione sul problema tuttavia, non deve essere mai abbassata. Nonostante il nostro Paese abbia fatto passi da gigante infatti le precauzioni sui luoghi di lavoro non sono mai abbastanza per evitare le morti bianche registrate anche recentemente.

Un tema quello della sicurezza sui luoghi di lavoro che sembra essere stato messo in ombra da altre questioni che riguardano la riforma abbozzata dal ministro Fornero e la lunga discussione sull’articolo 18.

“La sicurezza dei lavoratori parte dalla formazione” sottolinea il segretario provinciale della Cisl, Paolo Baiamonte.

Dai dati Inail, prendendo in esame gli ultimi dieci anni, si evince che gli infortuni sul lavoro sono drasticamente diminuiti nel settore agricolo ed in quello industriale. Resta invece incerto il dato sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Calano ma non in maniera così evidente. “Qui le attività sono tante ed più difficile indivudare un protocollo di sicurezza” spiega il responsabile degli infortuni di Cgil, Pietro Sitta.

Il tema caldo dei sindacati di queste settimane tuttavia riguarda la riforma del lavoro che sta per varare il Governo. “Se passasse questo disegno – spiega il segretario provinciale di Cgil, Giuliano Guietti il lavoratore sarà più ricattabile. Inoltre dal rapporto uscirà la figura del giudice come parte terza che regolarizza i contenziosi fra un lavoratore e il suo datore”.

La riforma Fornero infatti introdurrebbe l’indennità del lavoratore licenziato, soprattutto per il caso di licenziamento per motivi economici. “In questo caso – spiega Guietti – lo stesso lavoratore non ha interesse a rivolgersi a un giudice perché prima di essere messo a casa cercherà un accordo con il suo titolare”.

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