ASL Ferrara: cento minuti per un prelievo

Cento minuti per un prelievo. Questo il tempo necessario questa mattina al Centro “prelievi” di via Cassoli per i cittadini che si sono presentati con regolare prenotazione. Molti i reclami, che hanno indotto i dirigenti della struttura a scusarsi con i cittadini per i disagi arrecati.

Una coda di un’ora e tre quarti in piedi, provette in mano, e una serie di disagi che hanno messo a dura prova la pazienza e la salute degli utenti. Il centro prelievi dell’Asl di via Cassoli questa mattina già alle 7.30 si presentava così: una folla di persone, di età, sesso, problemi di salute diversi, che mediamente hanno dovuto farsi una coda di oltre un’ora e mezza per arrivare a sedersi davanti al medico che in pochi minuti ha effettuato il prelievo di sangue programmato. Una coda di persone quasi immobili, ferme sul posto, incapaci di spiegarsi le ragioni di tanta lentezza, alle quali nessuno è venuto a dare spiegazioni, nelle quasi due ore di attesa della folla che intanto si era creata all’interno della struttura.

Dichiarato il disagio dei cittadini, evidente l’imbarazzo dello stesso personale sanitario, che alle precise richieste di alcuni presenti, si è limitato a rispondere, che il personale non era al completo.. Per i dirigenti un doppio boomerang, perché al disservizio si è aggiunta una ingiustificabile mancanza di spiegazioni. Eppure da tempo si sa che il Centro prelievi è uno dei punti deboli della sanità pubblica cittadina, sia perché periodicamente vi si verificano disservizi e code, sia perché il luogo dove è collocato, nella sede Asl di Via Cassoli, è veramente fra i meno indicati per accogliere flussi importanti di persone, collocato come è in una sorta di lungo corridoio, che quando si riempie diventa invivibile per chi non è in perfette condizioni di salute, perché manca l’aria e la folla che vi si crea neutralizza perfino l’effetto dei condizionatori, che pure sono in funzione.

Ed è proprio la struttura che ha reso ancor più insopportabile questa mattina l’attesa, lunga non solo tre volte tanto l’attesa prevista, ma tale da costringere le persone, a digiuno per i prelievi, a sopportare il disagio di stare in piedi praticamente senza potersi muovere, per non perdere il posto in fila, né sedersi, perché tutte le sedie sono state occupate in fretta.

Una esperienza da non ripetere, ci auguriamo, sempre che i responsabili del Centro che è interaziendale e quindi condiviso dalle due aziende, provinciale e ospedaliera, cerchino i risolvere quanto prima l’annoso problema di una nuova sede, nell’anello del Sant’Anna o altrove.

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