Astrazeneca torna a fare paura

Ci sono due giovani vite che nell’arco di pochi mesi si sono spente a causa di una devastante trombosi cerebrale associata a piastrinopenia. Due decessi che sono avvenuti, dopo che Zelia Guzzo di 37 anni di Gela e Camilla e  Camilla Canepa di 18 anni di Sestri Levante  erano state vaccinate con Astrazeneca.

Il caso più recente, la morte di Camilla,  maturanda, vaccinata in occasione di un Open day con Astrazeneca il 25 maggio scorso,  morta il 10 giugno, dopo due ricoveri e un intervento  chirurgico al Cervello.

Di lei si è detto che aveva una piastrinopenia autoimmune ereditaria, forse alle origini del micidiale innesco della trombosi causata dal vaccino.

Il nesso causale fra i due eventi non è più un mistero da quando  e’ stato accertato dalla task force di ricercatori di diverse Università italiane, fra queste anche Unife con il prof. Paolo Zamboni, direttore del Centro di Malattie vascolari dell’Azienda ospedaliero universitaria di Ferrara, una task force  creata dal prof. Cristoforo Pomara Università di Catania, medico legale incaricato dalla Procura di Caltanissetta di indagare sulla morte per trombosi post vaccino di Zelia Guzzo. La professoressa Guzzo era stata vaccinata il 1° marzo, è deceduta dopo ricovero all’ospedale di Caltanissetta e un intervento chirurgico al cervello, il 24 marzo.

La sindrome  indotta dai vaccini anticovid,  non Astrazeneca soltanto, è stata chiamata con l’acronimo Vitt,  è rarissima e curabile,  se individuta tempestivamente secondo i risultati depositati dall’equipe medica il 13 aprile scorso in Procura.

Sono state proprio le ricerche autoptiche dell’ equipe  medico-scientifica  incaricata dalle  Procure di Caltanissetta, Gela e di altre città italiane a permettere di fare luce sulla morte di Zelia Guzzo,  identificando nella Vitt, una sindrome sconosciuta associata a tutti i vaccini anticovid, rara, non prevedibile, ma curabile se viene riconosciuta e trattata con la massima tempestivita, cosa che non è potuta avvenire per Zelia, ma che forse avrebbe potuto sslvare per Camilla . Certamente i due casi devastanti hanno riattivato l’allarme su Astrazeneca e acceso i riflettori su un vaccino che dopo questi casi era stato consigliato per gli over 60, ma è stato utilizzato anche per i giovani come Camilla.

Di questo parleremo  con il prof. Zamboni nell’intervista che andrà in onda questa sera nel nostro tv giornale.

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