In attesa del 20 agosto, come parlano i leader politici ai loro elettori?

A poco meno di 24 ore dalle comunicazioni in Senato del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è certo che domani sapremo se il governo giallo verde ufficializzerà la crisi o se deciderà di andare avanti.
In attesa di scoprire le mosse dei due ex alleati di governo, andiamo a vedere come i leader delle principali forze politiche in gioco stanno parlando in questi giorni al loro elettorato. Naturalmente attraverso Facebook.

Nell’era dei social media la politica non può fare a meno di face book, da qui infatti i leader politici parlano o gridano al loro elettorato senza mediazioni apparenti. In questi giorni in attesa di sapere se c’è o meno la crisi di Governo, aperta da Matteo Salvini , ma mai ufficializzata, ognuno di loro ha scelto linguaggio e contenuti diversi.

Il leader della Lega, in assoluto il più seguito sui social, idolatrato dai suoi fans, e forse il meno colpito dagli attacchi dei fans degli avversari, da giorni ripete insistentemente che “chi ha paura delle elezioni e si rifiuta di andare al confronto col popolo italiano, datore di lavoro di senatori deputati ministri e sottosegretari ha il terrore di perdere la poltrona”. Ha scelto come nemico da additare al popolo leghista l’ex premier PD Matteo Renzi e contro il suo possibile ritorno ad un improbabile governo PD Cinquestelle, si schiera contro questa ipotesi come vero e proprio salvatore della patria. A ricordargli che oggi il problema politico del Paese non è Renzi, il quale peraltro dichiara che non farà parte di nessun governo istituzionale, è il segretario nazionale del PD, Nicola Zingaretti, che riportando Salvini ai fatti, gli fa presente che oggi l’emergenza politica del Paese è semmai il fallimento dell’alleanza siglata 14 mesi fa dal contratto di governo fra Lega e Cinquestelle.
Il mantra per Salvini è “chi teme le elezioni teme di perdere la poltrona” e su questo concetto sbandierato come verità inconfutabile conquista il consenso dei suoi fans, pur saltando a piè pari le ragioni dell’apertura della crisi, pericolosissima in questo momento per il Paese, per i molti appuntamenti economici e politici che lo attendono nelle prossime settimane.
Nicola Zingaretti, che si dice pronto a nuove elezioni, come chiesto a gran voce dalla Lega e da Fratelli d’Italia, lancia lo slogan “c’è un’italia più bella da costruire insieme”. Uno slogan per così dire buonista, totalmente privo di quel formidabile collante, usato da Salvini per incitare i suoi fans a sostenerlo e a seguirlo, che è la collera o l’indignazione contro qualcuno o qualcosa.
Zingaretti ringrazia i volontari del PD , li esorta all’unità e lui stesso promette che lotterà fino all’ultimo per garantirla.
Così dicendo, si conquista molti commenti di derisione da parte degli avversari e molta preoccupazione da parte dei suoi elettori, che gli chiedono proposte concrete su cui votare.
E mentre il premier Giuseppe Conte in una intervista a Il Fatto Quotidiano definisce il governo con Renzi e la Boschi “ la bufala dell’estate” e Grillo accusa Salvini di slealtà, ma si dice soddisfatto di “come i suoi ragazzi stanno assorbendo bene il colpo, che definisce una pugnalata nel cuore dell’estate”, Luigi Di Majo dichiara di non voler scendere in polemiche, ma elenca gli step che hanno portato a sfiduciare il governo, evitando, però, di nominare l’ormai infido ex alleato, che accusa di aver pugnalato alle spalle non solo il MoVimento 5 Stelle, ma lo stesso Paese.
Il suo mantra è “il MoVimento 5 Stelle non tradisce mai la parola data agli italiani”, ai quali ricorda che i rischi veri della crisi sono, oltre al mancato taglio dei parlamentari, secondo la riforma Fraccaro, l’ aumento dell’Iva e la chiusura di alcune fabbriche come Whirlpool, l’ ex-Alcoa e tante altre.

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