Elezioni: in attesa del cambiamento, il PD ferrarese lancia segnali scomposti.

In questi giorni a Ferrara, dopo il pronunciamento dell’Assemblea Comunale del Partito, che ha detto “no” a candidati sindaco ex assessori, stiamo assistendo ad uno sport purtroppo caro ai politici, vale a dire il tiro al piccione di chi osa candidarsi alle prossime amministrative. E non ci sembra francamente un bello spettacolo per gli elettori dell’area progressista e di sinistra, che confidano ancora nelle capacità di recupero del Partito, dopo la débâcle del 4 marzo.

Se il cambiamento è la parola taumaturgica della politica da più di 25 anni, pensare che non possa esistere dentro al PD possibilità di cambiamento in candidati già assessori, che conoscono, quindi, la città e sanno quello che serve per correggerne i punti deboli, puntare sulle sue potenzialità e costruire sui risultati già raggiunti, sembra a dir poco autolesionista.
Chissà che cosa pensa la “casalinga di via Arianuova” già elettrice di sinistra, di un Pd che sta facendo terra bruciata attorno a chi manifesta la voglia di accettare la sfida della candidatura a sindaco?.
L’assemblea dei circoli, dice la segretaria comunale, Ilaria Baraldi, ha escluso candidati ex assessori , perciò fino a che non si trovi il candidato civico più promettente, la ricerca, che dura ormai da 8 mesi, dovrà continuare.
Intanto la città è in attesa, e il silenzio non solo rumoreggia, ma comunica la presenza in quest’area di un grande senso di disorientamento, condito dalla sfiducia in se stessi e da una severità, degna di miglior causa, verso chi non accetta senza discutere la decisione dei circoli.
Forse un po’ più di scaltrezza e anche di generosità a questo punto non farebbero male.
Generosità verso il coraggio di Roberta Fusari, che ha stanato l’immobilismo assorto del PD ferrarese. L’assessore all’Urbanistica ha le carte in regola sia per garantire la continuità necessaria per non partire da zero con tutto ciò che di buono ha prodotto l’Amministrazione Tagliani, sia quella discontinuità che si ritiene opportuna per attirare nuovi consensi e recuperare voti nelle file dei delusi, soprattutto in un momento in cui sembra farsi sempre più forte il disagio di chi da sinistra ha creduto nelle promesse di cambiamento delle forze attualmente al governo.
E perché non favorire le primarie fra chi dichiara di voler tentare il recupero di una autentica leadership elettorale dentro al PD?

Tentare la sfida della candidatura civica o in alternativa delle primarie, nel nome dei valori della Sinistra, è già di per sé , oggi, un atto di coraggio e di volontà di cambiamento, almeno rispetto alla paralisi del Partito.
Perciò se dispiace che Massimo Maisto si sia arreso subito, piace, invece, l’affermazione dell’Assessore Modonesi, che annuncia che si farà da parte se si troverà un candidato esterno, ma non esclude, in caso contrario, di presentarsi alle primarie.

Perchè non lasciare ai candidati dentro e fuori il partito la libertà di sfidarsi sul progetto migliore per la Ferrara di domani?
Perché non provare a capire chi è in grado di risvegliare le passioni spente dell’area progressista e restituire alla città quelle energie di cui ha bisogno per riprendersi in mano il proprio futuro?
Dalia Bighinati

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