Attraversare l’immagine, XVIII Biennale Donna Ferrara 20 settembre-22 novembre

Attraversare l’immagine, Donne e fotografia tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta,  è il titolo della XVIII edizione della  BIENNALE DONNA a cura di Angela Madesani, che si terrà a Ferrara alla Palazzina di Marfisa D’Este dal 20 settembre al 22 Novembre  2020. Il progetto si inserisce nella riflessione che dal 1984 l’UDI – Unione Donne in Italia, dedica alla creatività femminile in tutte le sue forme e linguaggi. Dopo le mostre che hanno presentato alcune delle artiste più rilevanti della scena internazionale, ultima delle quali Ketty La Rocca (2018), Attraversare l’immagine indagherà il mondo della fotografia al femminile, mettendone in luce i filoni di ricerca più originali.

Tredici fotografe italiane e internazionali in mostra alla Palazzina di Marfisa D’Este dal 20 settembre al 22 novembre per la  XVIII Biennale Donna, dedicata quest’anno a Donne e fotografia tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta: una lettura per immagini della storia e della cronaca in anni cruciali del nostro Paese e del mondo.

Forma universale di comunicazione di massa, la fotografia può raccontare a tutti storie vicine e lontane, senza curarsi delle lingue parlate dal pubblico.

L’immagine visiva si fa comprendere senza bisogno di parole, utilizza luci, ombre, postura del corpo, espressioni del viso per suscitare emozioni ed entrare in contatto con mondi sconosciuti.

Forma d’arte, strumento principe della pubblicità e della comunicazione giornalistica, la fotografia ha avuto nel secolo scorso e in questo scorcio di XXI secolo nelle donne alcuni nomi di grande rilievo, ma ancora troppo poco conosciuti al grande pubblico. Un gap che la XVIII  edizione della Biennale Donna di Ferrara potrà  ridurre mettendo in mostra gli scatti fra i più famosi di 13 fotografe italiane e e internazionali: Paola Agosti, Diane Arbus, Letizia Battaglia, Giovanna Borgese, Lisetta Carmi, Carla Cerati, Françoise Demulder, Mari Mahr, Lori Sammartino, Chiara Samugheo, Leena Saraste, Francesca Woodman e Petra Wunderlich.

L’esposizione che attraversa trent’anni di fotografia e di società, rievoca eventi e costumi della storia italiana e del mondo dagli anni anni 50 agli anni 80 del ‘900. Dalla mostruosità del quotidiano della statunitense, finita suicida, Diane Arbus, ai ritratti della Milano negli anni del boom industriale e degli spettacoli più originali degli anni 60 di Carla Cerati, fino a Letizia Battaglia, coraggiosa instancabile fotoreporter della Palermo degli omicidi di mafia, del mondo delle donne, alla fotoreporter Lori Sammartino, prima moglie di un big della tv come Maurizio Costanzo,  autrice degli scatti che raccontano La domenica degli italiani,  volume edito nel 1961 con la prefazione di Ennio Flaiano.

Non mancano nella rassegna fotoreporter di guerra, con i due reportage ambientati in Libano e in Cambogia della francese Françoise Demulder (1947-2008), la prima donna a vincere nel 1977 il World Press Photo, il più prestigioso premio fotografico del mondo; mentre della finlandese Leena Saraste (1942) sono presentate le immagini dedicate alle “rovine” umane e architettoniche del conflitto israelo-palestinese dell’inizio degli anni Ottanta,  l’ intenso reportage sull’apartheid realizzato sempre negli anni Ottanta in Sudafrica da Paola Agosti.

Per non dimenticare i fotoreportage che raccontano le battaglie in Italia per i diritti civili, l’emancipazione delle donne, la chiusura dei manicomi, ovverosia un’epoca di grandi contraddizioni e di entusiasmi collettivi, seguiti dall’epoca del cosiddetto riflusso, gli anni ’80 del divertimento e della trasgressione.

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