Referendum Lombardia e Veneto, Bonaccini: “Mossa populistica in funzione pre–elettorale” – INTERVISTA

autonomia emilia romagna bonacciniAnche l’Emilia Romagna ha aspirazioni autonomiste, ma non ricorrerà ad un referendum consultivo, come in programma per Lombardia e Veneto, che andranno a votare il prossimo 22 ottobre.

“A pochi mesi dalle elezioni politiche – dice Stefano Bonaccini, presidente Giunta Regione Emilia Romagna – chiedere ai cittadini se vogliono più autonomia dal governo centrale è pura propaganda elettorale”.

La definisce una mossa demagogica, ma si dichiara favorevole alla richiesta, avanzata dai colleghi Zaia e Maroni, di una maggiore autonomia dal governo centrale per le Regioni con i conti in ordine. A parlare è Stefano Bonaccini, presidente della Giunta della Regione Emilia Romagna e presidente della Conferenza Regioni e province autonome.

Commentando i due referendum di Lombardia e Veneto, in calendario per il prossimo 22 ottobre, Bonaccini aggiunge “non arriveranno a nessun risultato concreto, perché l’iter per ottenere una maggiore autonomia dal governo centrale, previsto dall’articolo 116 della Costituzione, è stato messo nero su bianco dalla riforma costituzionale del 2001, ma è molto più complesso, chiede che siano definite le materie su cui si chiedono più competenze, necessita di una legge dello Stato e quindi dell’approvazione del Parlamento.

I due referendum consultivi del 22 ottobre, rimettendo al centro del dibattito politico l’autonomia delle regioni settentrionali, aggiunge Bonaccini, potranno rappresentare uno strumento di pressione per una eventuale trattativa successiva. In ogni caso, precisa, proprio i Governi a componente leghista, hanno in passato fatto resistenza ad analoghe richieste. .

L’Emilia Romagna il 3 ottobre andrà in Assemblea, informa Bonaccini, con una richiesta di autonomia, che ha coinvolto partiti e parti sociali su “ lavoro e formazione, impresa e ricerca, ambiente e territorio e salute”, quattro materie su cui la Regione chiede di poter trattenere alla fonte più risorse. “In questi anni abbiamo dimostrato, dice, di saper impiegare bene i soldi pubblici, continueremo a farlo, facendo ottenere risultati ancora migliori alla Regione, che già si colloca ai primi posti in Europa per capacità produttive”.

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