Autostrada A13, Michele Seclì è la 31esima vittima

Nebbia e alta velocità delle auto. Un mix fatale che purtroppo caratterizza gli incidenti sul tratto autostradale tra i caselli dell’A13 di Ferrara sud e Ferrara nord, lunedì teatro di un terribile incidente a catena dove ha perso la vita un giovane di 29 anni.

Purtroppo si aggiorna il numero dei morti sulla strada nel 2012 in provincia di Ferrara: Michele Seclì è la 31esima vittima, un numero sopra la media che preoccupa il comitato per la sicurezza stradale “Palierini”. Il suo presidente, Luigi Ciannilli, punta il dito soprattutto contro l’alta velocità dei mezzi.

“E se qualche veicolo si azzarda ad adeguare la velocità” dice, “paradossalmente diventa lui per primo una probabile causa di incidente”. Ciannilli poi lamenta anche una scarsa attenzione da parte delle istituzioni a riguardo della segnaletica orizzontale.

Se la società Autostrade, per il comitato “Paglierini”, ha fatto passi da gigante in termini di sicurezza stradale, ovvero tutor, asfalti drenanti e cantieri stradali sicuri, lo stesso non si può dire della segnaletica. Per Ciannilli le Autostrade sono ancora ferme agli “occhi di gatto” sull’asfalto, quei mezzi cerchi lungo la linea continua considerati in caso di nebbia superati.

Il comitato propone un esperimento di led luminosi che delimita la carreggiata, provato lungo l’autostrada Milano-Torino; “un prototipo”, conclude il comitato, “di cui si sarebbero perse le tracce”.

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