Avis: meno sedi, uguali servizi

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Diciotto punti di raccolta sangue aperti, altri diciotto chiusi. Sarà questa la situazione in provincia di Ferrara dopo l’esame per l’accreditamento delle sedi Avis.

Tagli e accorpamenti che devono portare ad una migliore qualità del servizio, dicono all’Avis, ma che ha creato malumori nei piccoli centri dove non sarà chiusa la sede ma il punto raccolta sangue.

18 punti raccolta aperti, altri 18 chiusi. Questa la fotografia in provincia di Ferrara dopo la riorganizzazione che L’Avis attuerà per applicare la normativa europea che chiede l’accreditamento dei punti di raccolta. Un esame che la metà degli attuali punti di raccolta, secondo la commissione tecnica avisina, non sarà in grado di passare. Chiuderanno così Mezzogoro (i donatori andranno a Codigoro); Bosco Mesola e Goro (i donatori andranno a Mesola).

Migliaro e Migliarino (i donatori si recheranno a Massa Fiscaglia) S.Giovanni di Ostellato (i donatori andranno ad Ostellato) S.Maria Codifiume (i donatori si recheranno ad Argenta); S.Agostino e Casumaro che avrà il punto raccolta, nel 2015, nel nuovo ospedale di Cento. Nel Comune di Ferrara chiuderanno cinque punti raccolta: Ravalle, S.Martino, Denore, Hera in Via Diana e Basell al Petrolchimico. I donatori si dovranno recare al punto raccolta di Corso Giovecca. Un accorpamento che porterà, dicono in Avis, vantaggi ai donatori.

Resteranno invece aperti i punti di raccolta di Comacchio, Lagosanto, Codigoro, Mesola, Massa Fiscaglia, Ostellato, Argenta, Portomaggiore,10 avis Voghiera, l’unità di raccolta in Corso Giovecca a Ferrara, Poggiorenatico, la sede della base Nato, Vigarano Mainarda, Bondeno e Cento.

Ancora avvolta nel mistero le scelte di chiusura dei punti raccolta nel mandamento copparese, dove attualmente i punti di raccolta sono sei: Copparo, Tresigallo, Formignana, Jolanda di Savoia, Berra e Ro. Quattro verranno chiusi, ma quali siano, ancora, non è dato a sapersi.

La chiusura dei punti di raccolta (e non delle sedi che resteranno invece aperte per fare proselitismo sul territorio) sta creando tuttavia diversi mugugni e malumori “soprattutto nelle dirigenze, dice il presidente regionale Avis, Andrea Tieghi, perché invece ai donatori (che possono donare due volte all’anno sino a 67anni) non crea problemi fare qualche chilometro in più”. Un dato che sarebbe confermato anche dalla percentuale di mobilità attiva che si registra nell’unità raccolta sangue di Ferrara dove il 35% dei donatori arriva da fuori provincia. “Questo perché, spiega Florio Ghinelli, Presidente Avis provinciale, la sede di Corso Giovecca è aperta tutti i giorni, il giovedì pomeriggio e l’ultima domenica di ogni mese”. Per fare un esempio, oggi, il punto raccolta di Migliarino è aperto quattro giornate all’anno. Il donatore, avrà più opportunità a Massa Fiscaglia, dove oltre a Migliarino il punto di raccolta accentra anche Migliaro, avrà 16 giornate all’anno per donare.

Una riorganizzazione, quella dell’avis di Ferrara, già attuata a Piacenza lo scorso anno, e in corso a Ravenna, dove i punti passano da 15 ad 8 e a Forlì che da 10 ne conterà appena tre. Il numero basso di punti raccolta per, non inficia la quantità di raccolta sangue. Nel rodigino, ad esempio, nei tre punti raccolta (Rovigo, Adria e Trecenta) si raccoglie la stessa quantità di sangue che si raccoglie in provincia di Ferrara.

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