Ex-avvocato Feher: “Mai immaginato potesse arrivare a tanto”. Ravaglia al S.Giorgio – VIDEO ARRESTO 2010

Continuano senza interruzioni le ricerche di Norbert Feher, ma ancora del 41enne che al momento è ritenuto responsabile di tre omicidi e un tentato omicidio, ancora non c’è traccia.

La sua storia di rapine violente inizia nel 2007, nel rodigino, poi nel 2010 nell’argentano dove deruba anche il Sindaco Fiorentini. Poco dopo viene però arrestato grazie al lavoro svolto dai Carabinieri del comando provinciale di Ferrara. “Mai avrei immaginato potesse arrivare a tanto” commenta l’avvocato che allora lo aveva difeso.

Ma vediamo come il 13 novembre del 2010, Telestense aveva raccontato quell’arresto a cui, la stessa Arma dei Carabinieri, aveva dato grande risalto, con una conferenza stampa tenuta proprio dal Colonnello Antonio Labianco.

 

 

Sono ormai 39 giorni che Norbert Feher, alias Igor Vaklavic, viene ricercato dalle forze dell’ordine. 39 giorni durante i quali si è resto responsabile di 2 omicidi, e un tentato omicidio, e durante i quali gli inquirenti hanno ipotizzato che a lui si possano ricondurre anche altri crimini. Un lungo elenco di delitti iniziati nel territorio rodigino nel 2007, quando era chiamato il ninja, poi nel 2010 quando terrorizza l’argentano come il “rapinatore con l’ascia”.

Aggredisce e deruba perfino il sindaco di Argenta, Antonio Fiorentini, oltre ad altri 4 colpi. Poi il 13 novembre l’arresto, ad opera dei carabinieri del comando Provinciale di Ferrara, allora diretto dal colonnello Antonio Labianco. Un arresto “eccellente”, già allora Igor si fa inseguire nelle campagne, sfugge una volta alla cattura gettandosi in un corso d’acqua, poi però i militari lo trovano in un casolare, assieme al suo “arsenale”: coltelli, asce, martelli e un casco che indossava durante le rapine, anche quella al sindaco Fiorentini, che per ringraziare l’Arma per il lavoro svolto, elogia in consiglio comunale, il 1 dicembre 2010, proprio il Colonnello Labianco che era al vertice del Comando Provinciale, e i suoi uomini della Stazione di Argenta.

Foto da Facebook – Marco Ravaglia

MIGLIORANO LE CONDIZIONI DI MARCO RAVAGLIA, L’AGENTE FERITO L’8 APRILE

Avvocato che lo difese: “Era persona tranquilla”. Ancora però Igor non era il killer che abbiamo conosciuto in questo ultimo mese. l’Avvocato Stefania Smanio, che allora lo aveva difeso, nominata d’ufficio, lo ricorda comunque come una persona apparentemente tranquilla. Nelle poche occasioni in cui si erano incontrati a seguito del suo arresto, ci racconta, si è sempre comportato bene, senza mostrare segni di aggressività nonostante fossero situazioni delicate. “Fa strano pensare a quello che è diventato oggi, commenta l’ex legale di Igor, mai avrei immaginato potesse arrivare a tanto”. “Della sua vita, spiega ancora l’avvocato Smanio, non ha mai parlato, e solo dopo i fatti di Aprile ho scoperto dei suoi trascorsi nel 2007 nel rodigino”.

È infatti a quell’anno che risale il primo arresto del 41enne che allora girava le campagne della bassa padana armato di arco e frecce, vestito di nero, tanto da essere chiamato “Il Ninja”.

Viene arrestato dopo 5 rapine, sconta 3 anni di carcere poi esce e, nonostante un decreto di espulsione firmato dal questore di Rovigo, resta in Italia. Cambia solo provincia. Arriva nel ferrarese e sceglie le campagne dell’argentano dove mette a segno 6 colpi prima di essere arrestato. Torna in carcere dopo la condanna, con rito abbreviato, a 5 anni e mesi, ma esce nel maggio 2015 per buona condotta. Fuori riprende a fare rapine, assieme alla banda che rapì e uccise il pensionato Pier Luigi Tartari. A sua carico viene perfino emesso un mandato di arresto europeo per tre rapine. Da allora di lui si perdono le tracce, fino quando il 30 marzo rapina una guardia giurata della sua pistola, per poi usarla 2 giorni per fare la prima delle sue due vittime, Davide Fabbri e Valerio Verri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *