Azzerati, “Amici di Carife” dall’Anac di Cantone. Prossima settimana incontro al Mef per rimborsi ex azionisti

Tarroni di “Amici delle Carife” ha incontrato Cantone all’ANAC per fare il punto sui rimborsi agli ex obbligazionisti Carife azzerati. 392 hanno chiesto 8.285.532,04 euro. Finora i rimborsi sono stati solo di 999.200 euro. “Amici di Carife” chiede procedure più snelle e certe. Intanto la prossima settimana gli azzerati saranno ricevuti dai Sottosegretari Villarosa e Bitonci al Ministero dell’Economia e delle Finanze per discutere la norma che riguarderà i rimborsi agli ex azionisti

“Questi i numeri dell’ANAC, l’ente a cui si sono rivolti molto ex azionisti ed ex obbligazionisti della Cassa di Risparmio per avere i risparmi azzerati – si legge nel Comunicato Stampa a cura degli azzerati Carife.

Il 10 ottobre Mirko Tarroni degli “Amici di Carife” è stato ricevuto all’Anac nella sede di Via Minghetti a Roma dal Presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone e dal Presidente della Camera Arbitrale Ferruccio Auletta.

L’incontro è servito per fare il punto sulla pratiche e i rimborsi relativi agli obbligazionisti della Cassa di Risparmio di Ferrara che hanno presentato istanza alla camera arbitrale dell’ANAC. Si tratta di quei risparmiatori che non avevano la possibilità di richiedere al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) il rimborso forfettario diretto dell’80% del valore delle obbligazioni, poiché non in possesso dei requisiti di reddito e di patrimonio necessari per tale istanza; oppure di coloro, ma erano la minoranza, che pur in possesso dei suddetti requisiti, volevano provare ad ottenere un rimborso superiore all’80%.

Solo da pochi giorni sono pervenuti all’Associazione “Amici della Carife” i dati aggregati elaborati dall’ANAC: risultano n. 392 istanze di ristoro pervenute all’Autorità, riguardanti la Cassa di Risparmio di Ferrara (per un importo complessivo richiesto di €.8.285.532,04).
Di queste, alla data del 30 settembre 2018, ne risultano esaminate dai Collegi n.182 (per un corrispondente valore richiesto totale pari ad €. 4.178.143,61).
A fronte di tali 182 ricorsi esaminati, risultano emesse n. 156 decisioni (per un importo complessivo richiesto pari ad €.2.676.218,95). Di esse:
– n.46 si riferiscono a ricorsi non accolti dai collegi.
– n.110 si riferiscono a decisioni emessi con accoglimento della domanda (ma attenzione! Per un corrispondente importo richiesto pari ad Euro 2.036.565,95, e per un importo complessivo riconosciuto quale ristoro agli obbligazionisti che ammonta ad Euro 999.200,60).

Va ricordato che il rimborso è subordinato all’accertamento “caso per caso” della violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza in capo alla banca (previsti dal testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria), in un regime nel quale vige la regola dell’inversione dell’onere della prova, in base alla quale non spetta al risparmiatore dimostrare le eventuali violazioni di cui è stato vittima.
Tale procedura, strutturata come vero e proprio arbitrato, vede l’ANAC ricoprire un ruolo di terzietà (ovvero di separatezza ed indipendenza) a fronte al carattere avversario del giudizio che prevede una posizione di reale antagonismo tra le due controparti che sono il risparmiatore da un lato e (pur in assenza dell’intermediario, cioè di Carife o BPER) il FITD dall’altro; il FITD ricopre quindi il duplice ruolo di soggetto che da un lato resiste e si oppone tenacemente alle pretese di ristoro dell’obbligazionista, e dall’altro eroga lo stesso ristoro.

La caparbia tensione difensiva del FITD è evidente nel dato allarmante del 49% del rimborsato rispetto ai soli n.110 lodi ammessi, e ancor più nel dato del 37% del rimborsato rispetto ai n.156 dei lodi emessi (nei quali sono compresi anche i 46 ricorsi non accolti dai collegi). Risulta ancor più manifesta se consideriamo le numerose impugnazioni che lo stesso Fondo ha proposto (addirittura superiori di numero a quelle proposte dai risparmiatori) rispetto alle decisioni a lui avverse dell’arbitro.

L’Associazione sta studiando, insieme ai propri tecnici, i criteri che emergono dalle decisioni assunte dall’arbitro ANAC, alcuni dei quali paiono poco plausibili e penalizzanti per i risparmiatori ferraresi: ad esempio, quello di assumere che, a fronte di un accollo “inconsapevole” del rischio iniziale per informazioni deficitarie, la determinazione di continuare a detenere le obbligazioni dopo l’incasso delle prime cedole, significhi per il risparmiatore (almeno per la quota relativa alle cedole riscosse, avendo egli consapevolmente inteso esprimere la sua determinazione di continuare a detenere nel suo portafogli quei titoli) averne accettato consapevolmente il rischio. Tale criterio, a dir poco discutibile, in molto casi ha determinato decurtazioni significative, e a parere dell’Associazione ingiuste, delle quote dei rimborsi.

Guardando al futuro, in riferimento ai criteri che riguarderanno i rimborsi agli azionisti, preme sottolineare la necessità di un meccanismo completamente diverso, capace di tutelare in maniera più efficace i risparmiatori ferraresi. L’Associazione in ogni sede ha richiesto al Governo e ai legislatori che tale procedura preveda un automatismo capace di superare ogni antagonismo e di superare anche l’accertamento “caso per caso” della violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza in capo alla banca. L’esperienza degli obbligazionisti subordinati all’ANAC sia monito di ciò che accade quando ci si infila nel tunnel degli arbitrati”

(Comunicato a cura dell’Associazione “Amici della Carife”)

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