Carife, Azzerati a un anno dal decreto: “Non siamo soddisfatti”

Compie un anno il decreto “Salvabanche” che nel giro di poche ore azzerò il valore economico di azioni ed obbligazioni Carife mandando in rovina numerosi risparmiatori che in quei titoli avevano riposto tutti i sacrifici di un’intera vita.

E dopo un anno di riunioni, trasferte a Roma, assemblee, quella più importante il tre aprile a Teatro Comunale, i rappresentanti degli azzerati di Carife, Marco Cappellari e Mirko Tarroni fanno un primo bilancio: qualcosa è arrivato – dicono in un conferenza stampa convocata in Municipio e dove era presente il sindaco – ma non è ancora sufficiente. Ed elencano alcune ragioni sottolineando che ora però l’ottanta per cento del rimborso lo si può ottenere anche se il tempo stringe…

 

 

 

C’è però la posizione di coloro che hanno trasferito ai familiari le obbligazioni. Questi rischiano ancora di rimanere fuori dal rimborso… Poi c’è l’incognita Nuova Carife. Proprio venerdì scorso il responsabile dell’unità di crisi di Bankitalia, Stefano De Polis, ha fatto sapere agli Azzerati che stanno lavorando per trovare una soluzione bancaria ma le incertezze sono ancora tante, sopratutto dopo che per le altre banche finite nel decreto, Banca Marche, Carichieti e Banca Etruria il compratore sembra avere un nome: Ubi Banca.

Per questo domani, Mirko Tarroni farà un nuovo viaggio a Roma ma intanto agli Azzerati che domani sera alle 21 si troveranno al centro sociale di Corso Isonzo dice…

Come avete sentito in conferenza stampa c’era anche il sindaco, Tiziano Tagliani che ha spiegato quali sono le azioni che sono state messe in campo dalla politica per la situazione di Carife.

“Ora si sta lavorando per gli obbligazionisti che rischiano di essere esclusi dal rimborso – dice Tagliani – e poi c’è il capitolo vendita della banca e dipendenti”.

 

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