Banche venete, salvataggio del Governo: niente bail-in. Per Carife andò diversamente – INTERVISTA

Somma, prof. Unife: “Due pesi, due misure”

 

E’ stato approvato domenica sera, al termine di un Consiglio dei Ministri di meno di mezz’ora, il decreto con cui il governo tenta di risolvere la grave crisi delle due banche venete ormai in dissesto: Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

Il decreto prevede un robusto intervento pubblico; comporterà la creazione di una bad bank in cui saranno trasferite tutte le passività e le sofferenze delle due banche, e tra queste soprattutto i crediti – mutui, prestiti – di difficile riscossione. Intesa San Paolo, una volta effettuata la divisione, acquisirà la parte sana dlele due banche, al prezzo simbolico di un euro.

Lo Stato italiano, per decisione del governo, erogherà 5,2 miliardi di euro a Intesa San Paolo: serviranno a evitare che l’acquisizione delle due banche abbia un impatto negativo sugli indici patrimoniali di Intesa, che tuttavia già oggi è una delle banche considerate più solide in Europa; serviranno anche a gestire le spese di ristrutturazione legate all’acquisizione, cioè, in parole povere, a gestire gli esuberi di personale. Altri dodici miliardi sono a disposizione, ma non è detto che vengano effettivamente spesi: potrebbero servire a ridurre a zero i rischi di ulteriori crediti deteriorati oltre quelli che finiranno nella bad bank. Il Ministero del Tesoro ha previsto 6,3 miliardi per i crediti dubbi, 4 per i prestiti e altri 2 di garanzie legali.

E’ importante notare che, a differenza di quanto è accaduto con Carife, Banca Etruria, Banca Marche e Carichieti, per le due banche venete non è stato applicato il cosiddetto bail in: in pratica, obbligazionisti subordinati e correntisti sopra i centomila euro non dovranno in alcun modo contribuire alle spese di salvataggio. L’Europa ha stabilito che i fallimenti delle due banche potevano essere gestiti utilizzando la normativa nazionale, e così è stato. Il governo ha preferito non ripetere gli errori commessi nel 2015 con Carife e le altre banche, errori che stiamo ancora pagando.

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