Banche, sindacati replicano a Credem dopo la protesta di Cento

“Stupisce lo stupore di Credem. Evidenziamo che l’asserito “progressivo adeguamento” di cui parla la banca era la richiesta alle OOSS di condividere e accettare il taglio degli stipendi e dei contributi previdenziali ai lavoratori ex Caricento, cioè esattamente il motivo per il quale contestiamo il comportamento di Credem”.

E’ questo l’inizio della replica dei sindacati che sabato 13 novembre,  in Piazza del Guercino a Cento hanno organizzato un presidio per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e istituzionale sulla situazione dei lavoratori e della clientela ex Cassa di Risparmio di Cento. In pizza c’erano i segretari nazionali di tutte le sigle sindacali di settore: Fisac-Cgil, First Cisl, Fabi, Unisin.

“Nelle altre fusioni recenti di aziende sane, anche ben più rilevanti, c’è stato il rispetto e il mantenimento degli accordi in essere. Per quanto riguarda il sistema incentivante si segnala che è una pratica unilaterale dell’azienda non condivisa con le organizzazioni sindacali. Il fatto che le Organizzazioni Sindacali siano state informate della fase di integrazione non significa che il Credem abbia condiviso con noi le scelte, che abbia tenuto in considerazione le nostre istanze e che soprattutto ci abbia fornito le risposte necessarie.

“Il piano formativo è insufficiente e ha causato seri problemi alle lavoratrici, ai lavoratori e di conseguenza alla clientela, che ha riversato sul personale tutto il suo disappunto per i disservizi venutisi a creare. Per quanto riguarda la certificazione rilasciata da una società privata, riscontriamo che certamente Credem non è candidato al premio per le migliori relazioni sindacali nel settore” concludono i sindacati

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