Banche venete: regalo a Banca Intesa o necessità per il sistema Paese?

Dopo l’approvazione e l’entrata in vigore del decreto approvato domenica scorsa dal governo, Banca d’Italia ha confermato l’avvenuta cessione di una parte delle attività a Intesa Sanpaolo, come previsto dal provvedimento del governo.

Contestualmente ha provveduto alla nomina dei commissari liquidatori dei due istituti. Per entrambi le banche c’è l’ex amministratore delegato di Popolare Vicenza, Fabrizio Viola. Ma sul decreto e sul percorso che resta ancora da compiere le opinioni divergono. Una cosa sembra certa: che a pagare sarà lo Stato italiano, cioè i contribuenti.

 Per Wall street italia, ( portale italiano di notizie e approfondimenti su economia, finanza, mercati, borsa, euro e petroli) le banche venete sono assimilabili ad un bambino troppo vivace: a frenarne i danni sono dovuti intervenire i genitori. Nel caso di Popolare di Vicenza e Veneto Banca è lo Stato il tutore intervenuto a pagare per i danni provocati da Popolare di Vicenza e Gruppo Veneto Banca tanto al sistema Paese che a migliaia di risparmiatori che si sono visti azzerare le loro partecipazioni al capitale.- danni legati ad un eccesso di esuberanza nella raccolta del risparmio ma soprattutto nell’esercizio del credito – Il Ministro dell’Economia e delle Finanze PADOAN ha  parlato di 17 miliardi come spesa possibile, se non si dovesse riuscire a recuperare niente dei dieci miliardi di sofferenze in bilancio nelle due banche.”

Sulle responsabilità delle perdite, ancora silenzio, nell’attesa di una Commissione parlamentare d’inchiesta, che tarda a venire. Intanto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha definito legittimo e doveroso, l’intervento dello Stato, rivolto “non ai responsabili del dissesto, ma ai 2 milioni di clienti, alle pmi, all’economia del territorio.

Forte il dissenso sul rapporto fra Governo e Banca Intesa: c’è chi parla di regalo ai banchieri, chi, come il presidente dell’istituto Gian Maria Gros-Pietro  difende l’operato della sua Banca. Mentre oggi nel commento de Il Sole 24 ore la “ dolorosa storia delle due popolari venete, da ieri ufficialmente in liquidazione, è emblematica della situazione delle banche italiane, aggravata da un quadro normativo e di vigilanza europeo che alla prova dei fatti si sta rivelando, dice l’economista della Bocconi, Marco Onado, più irto di spine del letto di Procuste. “

Di questa mattina la lettera di Benvenuto di Banca Intesa ai nuovi dipendenti, ex Pop Vicenza ed ex Veneto Banca, di cui si conferma l’annunciata chiusura di 600 filiali e l’esodo di 3.900 lavoratori,. accettato dal sindacato perché è stato accolto il principio delle uscite solo su base volontaria.

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