Barista ucciso: le prove nel DNA. Le ricerche dei carabinieri continuano

Il ricercato Igor Vaclavic (foto Ansa)

Sarà analizzato quanto prima dal Reparto indagini scientifiche dei Carabinieri il materiale organico trovato sotto le unghie di Davide Fabbri, il barista ucciso la sera del primo aprile a Budrio, nel Bolognese, da un uomo mascherato entrato nel locale per una rapina.

L’obiettivo degli inquirenti è risalire all’identità dell’omicida seguendo i risultati della prova del DNA.

Il materiale, inviato agli specialisti dei Carabinieri insieme agli indumenti della vittima, è stato raccolto nel corso dell’autopsia, conclusasi nel tardo pomeriggio di ieri. Dall’esame medico legale è emerso che il barista è stato trapassato da un unico colpo entrato dalla base del collo e uscito dalla schiena e che la morte è avvenuta istantaneamente.

Gli investigatori sono in possesso del bossolo calibro 9, che potrà essere confrontato con altre armi. Come si sa, il sospettato numero uno per l’omicidio è un ex militare delle forze armate russe, Igor Vaclavic, che in passato si è resto protagonista di diverse rapine nelle campagne argentane.

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