Basell: sindacati in campo

105 lavoratori in esubero, budget decurtato di 11 milioni di euro, da 47 a 36 milioni l’anno.

Sono questi i progetti annunciati dalla multinazionale Lyondell Basell per il centro ricerche Giulio Natta, cuore pulsante del nostro polo petrolchimico. Per i sindacati si tratta di progetti intollerabili, che rischiano di mettere in ginocchio una tradizione, quella della chimica ferrarese, fatta di ricerca e innovazione, che attraverso Basell in tutti questi anni è stata capace di garantire buoni livelli occupazionali e prospettive per il futuro.

Sabato prossimo, nel corso di un’assemblea convocata dalle 10 alle 12 alla Sala Boldini di Ferrara, CGIL CISL e UIL, insieme ai lavoratori e alle rappresentanze sindacali unitarie, chiederanno il sostegno delle istituzioni, dei parlamentari ferraresi, della città e del territorio nel suo complesso perché la manovra di Lyondell Basell non vada in porto.

Lo hanno annunciato Luca Fiorini di CGIL Michele Mazzolenis della UIL, Stefano Mantovani di CISL, e Annalisa Zecchini della RSU, che in questi giorni stanno facendo ripetute assemblee dei lavoratori, dentro il petrolchimico, per spiegare la situazione.

Il paradosso è questo: Lyondell Basell, stando ai dati, non è un’azienda in crisi, se è vero ce l’anno scorso ha fatturato 50 miliardi di dollari e denunciato 5 miliardi di utili prima di pagare le tasse. I tagli annunciati, dicono i sindacati, non dipendono da motivazioni industriali, ma da ragioni squisitamente finanziarie.

Da qui la richiesta di una mobilitazione: in palio c’è il futuro della chimica ferrarese, e con essa una fetta importante dell’occupazione – diretta e indiretta – a Ferrara.

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