Batterie senza fine per applicazioni aerospaziali con il progetto Unife – VIDEO

Unife sarà protagonista a EXPO DUBAI con due successi della ricerca ferrarese, oltre al progetto del prof. Paolo Zamboni, ci sarà anche il progetto Glittery del prof.  Donato Vincenzi finanziato dall’ASI Sempre a gennaio Unife porterà a Expo Dubai  le proprie esperienze sui temi della diagnostica e prognostica di trasmissioni meccaniche (DiaPro 4.0), patrimonio culturale, Internet of Thing e medicina personalizzata.

Ridurre il peso delle batterie agli ioni di litio è una svolta tecnologica importante, anche per il settore aerospaziale, nasce con l’obiettivo di realizzare batterie con performance migliori il progetto  di ricerca GLITTERY (acronimo di Germanium anode lithium Ion battery), coordinato dal professor Donato Vincenzi del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra dell’Università di Ferrara, finanziato dall’Agenzia Spaziale Internazionale (ASI) “I sistemi e gli strumenti presenti nella Stazione Spaziale Internazionale (ISS) sfruttano, infatti,  batterie agli ioni di litio per accumulare l’energia prodotta dai pannelli solari, ma, a differenza di quanto accade sulla Terra, la loro sostituzione non è affatto banale. Trasportare batterie sulla ISS richiede, infatti,  missioni specifiche che hanno un costo di circa 20000 $ per ogni kg di peso; di qui la ricerca di soluzioni tecnologiche volte a  migliorare la resa delle batterie in uso oggi.

GLITTERY, spiega il Professor Vincenzi, nasce in risposta alla necessità di disporre di batterie al litio con performance migliori rispetto a quelle esistenti, in termini di quantità di carica accumulata e di in numero di cicli di carica e scarica, proprio per ridurre il notevole impatto sia sul costo che sull’ambiente”.

“Oltre all’alimentazione dei veicoli spaziali, GLITTERY potrebbe aprire nuovi orizzonti anche in altri settori chiave e di interesse commerciale, aggiunge il docente Unife, con potenziali benefici anche per le nostre vite sempre più interconnesse e online” aggiunge Vincenzi.

Il progetto, tutto italiano, coinvolge il Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra dell’Università di Ferrara, l’Istituto per la Microelettronica e i Microsistemi (IMM-CNR) di Bologna, il Dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Elettronica dell’Università di Cagliari, l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), la Fondazione Bruno Kessler (FBK), Genport srl e Advanced Technology Partner (ATP). Nel pieno spirito del Bando di ricerca per tecnologie abilitanti trasversali di ASI, che prevede una efficace ed effettiva collaborazione tra diversi settori, e la comunicazione, soprattutto se si considerano le finalità e le future opportunità del progetto.

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