Berco, il giallo del tavolo ministeriale

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Dalla Regione Piemonte sostengono che domani, al ministero ci sarà un tavolo sulla questione Berco che riguarda non solo Copparo ma anche l’impianto di Busano Canavese. Da Ferrara, invece, la Fiom annuncia che, a meno che la convocazione non arrivi all’ultimo minuto, nel pomeriggio di oggi nessuna notizia è ancora arrivata da Roma.

E’ giallo sul tavolo ministeriale annunciato ieri dall’assessore al Lavoro della Regione Piemonte, Claudia Porchietto.

L’accordo ferrarese su Berco strappato alla proprietà rappresentata dall’amministratore delegato Lucia Morselli nella notte fra venerdì e sabato scorsi ora infatti trova delle frizioni. Frizioni che arriverebbero direttamente dalla Fiom Piemontese che dice di non riconoscere tutto ciò che è arrivato al di fuori del tavolo ministeriale.

“Quello che è successo dopo Roma è avvenuto fuori tempo utile e quindi è un’anomalia. Sicuramente fatta in buona fede ma è pur sempre un’anomalia anche perché a tenere le fila di quell’accordo non sono stati i sindacati ferraresi bensì il presidente della Regione in persona, Vasco Errani” afferma dando la sua versione dei fatti l’esponente di Fiom Torino, Fabrizio Bellino che rincara la dose affermando: “Quello emerso dopo Roma, che non si è mai visto prima nelle contrattazioni sindacali di questo Paese, non ha fatto altro che rafforzare l’azienda e ha spaccato i lavoratori che sono tutti da difendere”.

Anche al sindacalista piemontese, e questo sembra essere al momento l’unico elemento che vede convergere Fiom Ferrara con quella di Torino, non risulta che, fino alle 17,30 di oggi, sia stato convocato nessun tavolo ministeriale a Roma.

Di tutt’altro tono è invece quanto si aspetta Fiom Ferrara dal tavolo che sarà convocato nella capitale. “Io mi aspetto che il ministero convochi il tavolo e faccia sintesi su quanto è venuto fuori perché solo così le cose non si complicheranno e si eviteranno i licenziamenti” dichiara Mario Nardini di Fiom Ferrara.

Gli operai di Berco a rischio intanto non sono più 611, molti di questi sono già usciti dall’azienda anche per l’effetto della “Legge Fornero”, ma 438, di cui 72 si trovano a Busano Canavese.

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