Berco, le cose vanno meglio. Ecco cosa produce e per quale mercato

La Berco di Copparo ha ripreso a produrre a ritmi che non si vedevano dal lontano 2008, e gli effetti sull’occupazione non possono che essere positivi.

I vertici aziendali di Berco, lunedì scorso, incontrando i sindacati, hanno annunciato l’interruzione della Cassa Integrazione, che era stata richiesta per 19 dipendenti quasi tutti del settore logistico, e soprattutto hanno ufficializzato una riduzione del numero dei posti in esubero.

Il numero di esuberi precedentemente concordato con i sindacati, per lo stabilimento di Copparo, era pari a 172 unità: questo il numero di dipendenti che sarebbero dovuti uscire da Berco accettando un incentivo di 65mila euro; per ora, hanno aderito a questo accordo 64 lavoratori.

Ora i vertici aziendali – proprio in virtù dell’incremento dei volumi di produzione – hanno portato il numero degli esuberi da 172 a 122, cinquanta in meno. Giudizio positivo, sull’incontro, è venuto dalle rappresentanze sindacali: “Non tutto è risolto, dice naturalmente Samuele Lodi, segretario provinciale della FIOM CGIL. Ma non c’è dubbio che le novità emerse lunedì vanno accolte positivamente”.

Da dove viene questo aumento della produzione: da una ripresa, in parte inattesa, del mercato statunitense. Bisogna considerare che Berco produce componenti sottocarro, in pratica i pezzi dei cingolati che le grandi aziende produttrici di macchine movimento terra (giganteschi trattori, macchine agricole, per fare un esempio) montano sui propri veicoli. Proprio queste grandi aziende, e in particolare Bobcat, si sono risvegliate e stanno trainando la ripresa di Berco, azienda che proprio negli Stati Uniti, oltre che in Sud America e in particolare in Brasile, ha uno dei propri mercati di riferimento tradizionali.

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