Bergamini (Lega): “Gommisti esasperati per ritardi nei ritiri dei pneumatici esausti”

«Ritiri con il contagocce di penumatici esausti, le officine della provincia ferrarese e non solo sono esasperate. La Regione, di fronte al problema, chiude gli occhi. Se i consorzi specializzati non ce la fanno a sostenere il ritiro, proponiamo di sostenere iniziative private per lo smaltimento e porre rimedio ad un vero e proprio problema ambientale».

Azienda_Gomme_Ferrara_11-05-21Torna l’attacco, il consigliere regionale della Lega, Fabio Bergamini. Lo fa con il sostegno del mondo produttivo, in particolare dei gommisti che insorgono: «Attendo da mesi che vengano a ritirare i pneumatici, ne ho il piazzale pieno. Se non si farà qualcosa per fermare il commercio irregolare delle gomme, pagheremo un conto ambientale altissimo», dice un esercente di Ferrara incontrato dall’esponente del Carroccio.

Del resto, «l’Emilia-Romagna è la quinta, in Italia, per numero di tonnellate di pneumatici fuori uso. Abbiamo interrogato la giunta Bonaccini per avere notizia di quello che stava accadendo e, a parte il ritardo con cui vengono acquisiti i dati, la risposta ricevuta è che, ad Arpa, non risultano mancati ritiri di pneumatici esausti. Qualcuno, però, deve spiegare alle officine autorizzate il perché di quei piazzali stipati di gomme fuori servizio davanti alle loro officine».

Lo schema prevede che, per ogni penumatico acquistato presso rivenditori autorizzati, corrisponda una parte del prezzo di vendita che alimenta il virtuoso circuito del riciclo dei materiali. Cosa vanifica il tutto? «Manca un sistema di tracciamento che freni la vendita illegale di pneumatici, che arrivano nel Paese e sono pari a circa 40 tonnellate ogni anno. Chi acquista questi pneumatici da circuiti irregolari non contribuisce al costo di smaltimento e, pertanto, i consorzi autorizzati non ritirano un quantitativo realistico di gomme dismesse». La proposta di Bergamini è quella di «implementare un’economia basata sul recupero dei preziosi materiali di cui sono composti gli pneumatici, coinvolgendo aziende private, attraverso opportuni contributi “verdi”».

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