Gratitudine di Bergamo a Ferrara e risposta della Diocesi all’accusa di un consigliere leghista

Nello stesso giorno in cui arriva dal Sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, una lettera di ringraziamento al sindaco di Ferrara, arriva in redazione anche il comunicato stampa della Diocesi di Ferrara – Comacchio, chiamata in causa, via social, dal consigliere comunale leghista Alcide Mosso, che aveva chiesto a Mons. Carlo Perego di giustificare l’assenza di un religioso all’accoglienza delle bare giunte sabato scorso da Bergamo per trovare sepoltura nella certosa di Ferrara.

Il comunicato, che contiene anche la lettera inviata domenica mattina dal Vicario della Diocesi al sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, chiarisce che la Diocesi non era stata informata dell’arrivo delle bare e invita il consigliere leghista ad informarsi prima di lanciare insinuazioni e accuse gratuite e senza fondamento.


Lettera di Giorgio Gori, sindaco di Bergamo

Il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, ha ricevuto come città, appena ricevuto i ringraziamenti del sindaco della città di Bergamo, Giorgio Gori.

“Gentile Sindaco, Gentile Alan,
Ti ringrazio per la vicinanza che hai dimostrato nei confronti dei miei concittadini e dei loro cari che hai accolto nel cimitero della tua Città con affetto e grande rispetto. Non ti nascondo che questo gesto mi ha commosso. Ti prego di estendere i ringraziamenti, miei e dei miei concittadini, a tutta la Città di Ferrara: gesti come il tuo sono molto significativi soprattutto in questo tragico momento.

Bergamo sta affrontando una prova durissima, trovandosi ad essere l’epicentro della pandemia che sta sconvolgendo il nostro Paese. Sono settimane intense di grande impegno e di notevoli difficoltà. Stiamo facendo il possibile per aiutare i nostri concittadini, le strutture ospedaliere in sofferenza, il cimitero sovraffollato, una situazione inimmaginabile, difficile, ma l’impegno, la forza e la tenacia di noi bergamaschi è tanta e ce la stiamo mettendo tutta per sconfiggere questa dura battaglia.

Rinnovo i ringraziamenti a tutti Voi a nome mio personale, dell’Assessore ai Servizi Demografici e Cimiteriali Giacomo Angeloni e di tutta la Città di Bergamo”.

Comunicato stampa della Diocesi di Ferrara

Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio: “La verità di un’assenza”

In relazione alle affermazioni del consigliere leghista Alcide Mosso – e ai relativi commenti sui social, evidentemente privi di una minima di conoscenza dei fatti e, come spesso accade, conditi da una buona dose di pregiudizio ideologico – circa l’assenza di un sacerdote al Cimitero della Certosa di Ferrara all’arrivo dei camion militari che trasportavano le bare di vittime bergamasche del Covid 19; per salvaguardare il buon nome e il ministero appassionato dei nostri sacerdoti ferraresi, che vivono con coscienza e responsabilità con e tra la gente anche questa difficile e dolorosa situazione, oltre che per amore della verità, l’Arcidiocesi è costretta a precisare – pur ribadendo la priorità della collaborazione tra tutte le istituzioni per la salute delle persone – che non è pervenuta alcuna richiesta, ufficiosa o istituzionale, per una presenza sacerdotale al triste evento, che tra l’altro avrebbe dovuto essere concordata nei modi e nei tempi, in un luogo come la Certosa, oggi chiuso e di proprietà del Comune di Ferrara. Per questa mancata collaborazione istituzionale, la mattina di domenica 22 marzo, il Vicario Generale, avendo preso atto di quanto accaduto il giorno precedente, ha scritto al Sindaco Fabbri il seguente messaggio: “Carissimo, purtroppo questo momento ci stringe il cuore e crea in tutti timore e tristezza. Per questo ogni gesto di pietà è importante per creare sempre più vicinanza e partecipazione, che sono espressione della nostra speranza nel Signore e nell’azione di coloro che sono in prima linea contro il virus, e sono tanti. Dobbiamo ringraziarli per quello che fanno e anche per il tuo operato. Volevo chiederti una cortesia. Se dovessero giungere altre salme dalle città colpite, mi potresti avvisare? Così potremo impartire loro anche una benedizione. Grato, saluto e auguro buona domenica e buon lavoro”. Il Sindaco ha gentilmente risposto che in futuro avrebbe avvisato e che credeva che la Diocesi sapesse dell’accoglienza delle bare sabato scorso.

Per quanto certi della sua buona fede, si è dovuto tuttavia constatare che nei confronti delle parole di Alcide Mosso e dei relativi commenti sui social, sgradevoli e ingiuriosi, non vi sia stata alcuna preoccupazione di ristabilire la verità dei fatti, anzi. A questo proposito si ricorda al signor Mosso, in quanto consigliere comunale, che non è affatto corretto organizzare un evento a porte chiuse, senza avvisare, per poi prendersela con chi non è stato invitato. Non lo è affatto. Si fa inoltre notare, al consigliere Mosso, che esiste un cappellano messo a disposizione per la Certosa, con una convenzione tra Comune e Arcidiocesi. Abita a 50 metri dal luogo in cui sono arrivati i camion; se informato, avrebbe con grande piacere impartito una benedizione alle salme giunte da Bergamo. Forse, in quanto consigliere comunale, Mosso avrebbe dovuto chiedere spiegazioni o una ‘nota’ al Sindaco del suo partito e all’Assessore con delega ai servizi cimiteriali, più che all’Arcivescovo, che comunque ha pregato il giorno successivo per i defunti di Bergamo, unitamente alle monache dei tre monasteri di Clausura della città. Informarsi è un dovere che nasce sempre dalla buona educazione e dal senso di responsabilità, soprattutto per chi ha cariche pubbliche.

Un pensiero su “Gratitudine di Bergamo a Ferrara e risposta della Diocesi all’accusa di un consigliere leghista

  • 28/03/2020 in 21:51
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    Leggo con incredulità la “nota” della Curia, molto “piccata” per le affermazioni di Alcide Mosso.
    Siamo seri : la Diocesi non poteva essere all’oscuro dell’arrivo dei feretri e sta mendicando scuse poco credibili per giustificare il proprio comportamento. Chi avrebbe impedito a un religioso di buona volontà di presenziare all’arrivo delle salme? In tempi di emergenza ci voleva l’invito in carta bollata per Sua Eccellenza? La Curia accusa Mosso di “pregiudizio ideologico”. Ma come si permette? A parte il fatto che vorrei invitare l’estensore della nota a ricordare l’ammonimento evangelico (“Non giudicate e non sarete giudicati”) mi sembra che il pregiudizio, evidentemente, ce l’abbia Mons. Perego, a mio parere ispiratore della nota inutilmente e poco cristianamente polemica e velenosetta,che invece di replicare con toni pacati ad una legittima richiesta di chiarimenti ha approfittato dell’occasione per “vendicarsi” delle critiche che, in passato, gli sono state rivolte – con pieno fondamento,a mio modesto parere, ma qui siamo sul terreno dell’opinabile – da Alcide Mosso.

    Purtroppo non sarebbe la prima volta (vedi il caso “Sacra Famiglia”) che Mons. Perego, il quale ostenta la sua tolleranza e il suo spirito democratico – si dimostra allergico alle critiche, specie se rese pubbliche e riportate dai media cittadini.

    Rammento infine che anche Deanna Marescotti (già “assessora” con il sindaco Tagliani ed esponente della sinistra) si è posta lo stesso interrogativo di Mosso, chiedendosi, dinanzi all’arrivo dei feretri : “Perchè invece manca un prete?”

    Caro Mons. Perego, risponda alla mia domanda : anche la Marescotti è condizionata dal “pregiudizio ideologico”? O non è forse Lei ad avere un pregiudizio ideologico nei confronti del consigliere leghista?
    Adelmo Rossini

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