Bersani infiamma sinistra ferrarese e snocciola sua idea di governo

Arrivato ieri sera attorno alle 21.30 in piazza municipale a Ferrara il segretario del Nessuna polemica sulla rottamazione, nessuna concessione alla polemica interna contro i candidati delle primarie, fedeltà al governo Monti , “perché il Pd ha una parola sola” ,ma battaglia in parlamento sulla questione degli esodati, sulle orario degli insegnanti, che vanno tutelati, , infine sui fondi per i malati di Sla. ( Finanziamenti , di cui oggi , infatti, il ministro dell’economia Vittorio Grilli, ha annunciato la disponibilità).E’ stato Così ieri sera Pierluigi Bersani in tour elettorale per le primarie ha convinto il popolo della sinistra ferrarese che affollava la Sala Estense.

PD Pierluigi Bersani, ha entusiasmato la platea che gremiva la sala Estense con un discorso di oltre 40 minuti. Presentato dal segretario provinciale del PD ferrarese, Paolo Calvano, che ha raccontato l’intensa giornata romagnola del segretario nazionale del PD, Bersani, prima di intervenire ha ascoltato poi risposto Donatella Resca ricercatrice LyondellBasell, Stefano Bondi, rappresentante Fiom, Berco, Giulia Bertelli responsabile dei Giovani democratici, Christian Capisani cooperatore e Tiziano Tagliani sindaco di Ferrara.Due i capisaldi del programma, che vuole rappresentare, ha detto Bersani una vera e propria svolta nella tradizione politica italiana degli ultimi due decenni, da un lato, il binomio “moralità – lavoro”, cioè leggi di riforma dello Stato, anticorruzione, antievasione, in grado di mettere al primo posto nel Paese la legalità, dall’altro l’impegno ad affrontare le cose come stanno, a dire agli elettori e più in generale agli italiani la verità, anche quando è scomoda e sgradevole, abbandonando gli slogan di una politica piaciona in cerca di consensi, colpevole di anni di immobilismo e di irresponsabilità .

Il Pd è in crescita, ha detto Bersani, le primarie lo rafforzano, ma i nemici non mancano, e sono populismo, berlusconismo, la crisi economica, lo strapotere della finanza, il non ingiustificato distacco dalla politica degli Italiani, la mancanza di lavoro, le politiche di rigore attuate dal governo Monti, cui il Pd ha promesso lealtà.

Poi le primarie, l’appuntamento al 25 settembre e l’albo dei progressisti, da cui il segretario nazionale del Pd ha detto di voler partire, per creare il governo dei progressisti: fatto di europa, lavoro, impresa, diritti, eguaglianza, una sorta di carta di identità del progetto politico di chi si sente già le responsabilità del futuro governo del Paese.

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