Bilancio Regione: sisma rimane priorità

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Qualità e standard del sistema socio-sanitario, accesso al credito per le piccole e medie imprese, consolidamento dello stato sociale e contrasto al dissesto idrogeologico e agli effetti delle calamità naturali: sono questi i quattro punti principali del bilancio previsionale 2014, approvato alcuni giorni fa dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna.

Il tutto, poi, con la priorità, in ogni settore dell’amministrazione, agli interventi nelle aree della ricostruzione post sisma. Proprio nei territori ancora duramente provati dal terremoto, e a cui Telestense e Tele Ferrara Live hanno dedicato uno speciale trasmesso nel giorno di Natale, proseguiranno i lavori e le opere temporanee o definitive per riportare gradualmente alla normalità i paesi maggiormente colpiti.

Ma il Bilancio di Previsione 2014, che ha entrate e uscite pari a 12,6 miliardi di euro, contiene anche altre conferme:03 bilancio regione nessun aumento della pressione fiscale e nessun taglio alla sanità. In ambito economico, l’interesse è quello di incrementare le risorse per l’internazionalizzazione e garantire risorse per i progetti di sviluppo territoriale. Forte poi l’impegno per il turismo con quasi 34,3 milioni di euro per fornire un sostegno al territorio, incentivando un maggiore afflusso sia nazionale che internazionale.

In ambito agricolo sono oltre 43 i milioni di euro di fondi regionali che si sommano alle risorse statali ed europee stanziate per il settore, mentre per ciò che concerne l’istruzione l’Assemblea si prefigge lo scopo di sviluppare il sistema della formazione professionale, combattere la dispersione scolastica, innalzare le competenze per fare impresa e l’accompagnamento al lavoro per i giovani. 659 milioni di euro andranno alla mobilità, settore delicato che necessita di un ammodernamento dei mezzi pubblici e di manutenzione per strade e rete ferroviaria.

Infine, la Regione Emilia Romagna si prefigge lo scopo di prevenire la criminalità organizzata con interventi di formazione, recupero di beni confiscati alle mafie e controllo del territorio, per concludere con 44,8 milioni di euro finalizzate a politiche culturali e per i giovani.

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