Blitz animalisti al Mammut, Rettore Unife: “Metodo di protesta inacettabile”

Giorgio Zauli, Rettore Università Ferrara

Immediati gli interventi di Giorgio Zauli, Rettore dell’Università Ferrara, e di Luciano Fadiga, Professore di Fisiologia Unife, il giorno dopo il blitz notturno di “Centopercentoanimalisti” al Mammut, con cui hanno chiesto la liberazione dei macachi impiegati nella sperimentazione.

Entrambi difendono l’operato dell’Ateneo in tema di sperimentazione e attaccano il metodo di protesta attuato dagli animalisti. Riceviamo e pubblichiamo integralmente i loro due interventi:

“Desidero stigmatizzare con forza l’inaccettabile metodo di protesta attuato dal movimento ‘Centopercentoanimalistì’ la scorsa notte al Polo chimico bio medico e sotto l’abitazione di un docente del nostro Ateneo. Con riferimento alla sperimentazione animale, come più volte ribadito, l’Ateneo e chi vi opera si attiene scrupolosamente alla normativa vigente la cui applicazione, peraltro, è costantemente monitorata dagli organismi a ciò preposti quali il Ministero della Salute, il Comune e la ASL.

All’interno dell’Università ad occuparsi di ricerca avvalendosi della sperimentazione animale vi sono persone selezionate, altamente qualificate e con formazione specifica acquisita in conformità a quanto disposto dai vigenti ordinamenti”.

Giorgio Zauli, Rettore Università Ferrara

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Luciano Fadiga, Professore di Fisiologia, Università di Ferrara

“Vedo che sul vostro sito avete ripreso la notizia del “blitz” animalista di ieri sera. Immagino che il “vivisettore” a cui si riferiscono i simpatici incursori sia io, non perché sia vero (in Italia la vivisezione non si fa e men che meno la faccio io) ma lo immagino, perché i manifesti truculenti li hanno attaccati anche sul portone della casa dove abitavo anni fa e, seconda ragione,  mi chiamo Luciano (nome scritto sui manifesti).

Credo che ognuno possa esprimersi come vuole, ma rispettando gli altri e la legge. Se si ritiene che la sperimentazione biomedica sugli animali debba cessare bisogna cambiare la legge. Il giorno in cui ciò verrà fatto ci adegueremo. Se si ritiene che la vita di un essere umano valga quanto quella di una cavia da laboratorio si è liberi di pensarlo e di dirlo. Però le tecniche para-intimidatorie e para-squadristiche non sono il modo giusto per affermarlo.

Mi dispiace perché credo che questi comportamenti siano il risultato di tanta disinformazione e vorrei che chi tiene davvero al rispetto degli animali e non cavalca semplicemente la tigre del populismo si dissociasse da questi metodi. Spero in una risposta positiva di chi ha a cuore la ricerca, la cultura e la salute. Dell’uomo e degli animali stessi”.

Luciano Fadiga, Professore di Fisiologia Università di Ferrara

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