Bologna, come Unife: un Piano per la parità di genere – VIDEO

Il 13 luglio scorso il Consiglio metropolitano della città di Bologna ha adottato il Piano per l’Uguaglianza di genere della Città metropolitana. Un risultato importante raggiunto dopo un lungo percorso partecipato, che vede il Comune di Bologna, primo in Italia, affiancare Università e Centri di ricerca.Portale - L'accesso alla Città metropolitana si sposta da Via Zamboni a Piazza Rossini

Equa, libera e inclusiva è la città disegnata dal Piano per l’Uguaglianza di genere appena adottato dal Consiglio metropolitano della città di Bologna. Un documento che mette in fila una serie di azioni per far fronte alle  disuguaglianze di genere acuite dalla pandemia.

https://www.pianouguaglianza.it/

Cinque le aree di intervento: lavoro pagato, lavoro non pagato, contrasto alla violenza di genere, cultura dell’uguaglianza, contrasto alle discriminazioni “multiple, additive e intersezionali”. Che cosa sia esattamente un Gender Equality Plan, ce lo dice l’Unione europea che ha lanciato i Piani nella Strategia europea per l’uguaglianza di genere 2021-2026, dando  un segnale ulteriore di come la Commissione europea di Ursula von der Layen abbia preso sul serio l’obiettivo della parità di genere, che  non solo è una condizione vincolante per ottenere i fondi del Pnrr, ma è stato assunto dal Programma Horizon 2021 2027 come discriminante per partecipare ai bandi del programma.

E infatti in Italia sono le università, i centri di ricerca, le Istituzione di alta formazione,  le aziende pubbliche come Arpa ed Enea ad esempio, che li hanno già elaborati. Fra queste l’università di Ferrara con un Piano 2022-che  si inserisce all’interno del ciclo di programmazione dell’Ateneo e si coordina con il Piano di Azioni Positive e il Bilancio di Genere.

Il   Gender Equality Plan è un documento programmatico di validità variabile nel tempo finalizzato alla realizzazione di azioni e progetti che favoriscano la riduzione delle asimmetrie di genere, e permettano contemporaneamente di valorizzare tutte le diversità legate al genere, un mezzo in sostanza per passare dalle intenzioni ai fatti per definire il quadro legale, organizzativo, economico e sociale e le condizioni operative per implementare nella pratica il gender mainstreaming. 

I piani possono avere forme differenti – leggi regionali o nazionali, piani organizzativi, accordi collettivi , possono riguardare il settore pubblico o privato; possono applicarsi al livello locale, regionale o nazionale, a livello di organizzazione o di settore e consistono in una serie di azioni strategiche volte a raggiungere in un determinato lasso di tempo i risultati attesi in termini di parità di genere, a partire da un’analisi preliminare delle disuguaglianze nel contesto di riferimento.

L’obiettivo è un vero e proprio cambiamento istituzionale sistematico attraverso strategie di sviluppo delle risorse umane, della governance istituzionale, dell’allocazione di finanziamento per la ricerca, della leadership istituzionale e dei programmi di decision-making e di ricerca. E’ previsto anche un processo di monitoraggio, autovalutazione e valutazione che passa per l’individuazione di indicatori quantitativi e qualitativi, utili per misurare il livello di miglioramento della condizione delle donne e degli uomini nell’organizzazione rispetto alla fotografia iniziale.

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