Day after E-R, Bonaccini vince e impone un nuovo stile: fermezza e fair play. Lo stesso delle Sardine

bonaccini borgonzoniStefano Bonaccini vince la sfida elettorale e arresta la marcia della Lega sull’Emilia, nonostante il voto di Ferrara,  Piacenza, Parma e Rimini, che hanno scelto  Lucia Borgonzoni, che si è presa, comunque,   il 43% dei consensi.
In Emilia Romagna è passato il messaggio di fermezza e di appello all’analisi lucida delle cose lanciato da Stefano Bonaccini fin dall’inizio della campagna elettorale.

Gli emiliano romagnoli si sono confermati  in grado di distinguere fra parole d’ordine e dati di realtà; questa  Regione, pur con tutti i suoi punti deboli è riconosciuta come un modello di buongoverno in Europa. Perché, si sarà chiesta la maggior parte degli elettori, non confermare chi l’ha fatta passare non solo indenne, ma vincente, attraverso le rovine lasciate dietro di sé appena 6 anni fa da un terremoto, che ha colpito le sue aree più industrializzate, attraverso crisi economiche finanziarie e politiche mondiali, che hanno travolto equilibri consolidati in Europa, negli Usa, travolto l’establishment finanziario in Italia.

Ha avuto ragione Bonaccini e visto male Salvini? In Emilia sembra proprio di sì. La vittoria è decisamente di Stefano Bonaccini, del suo stile di racconto e di confronto con l’opposizione, delle sue pacate promesse, della sua ostinazione nel confermare sia i valori di fondo – confermati dalla storia – della Regione, che del suo metodo di governo.

Uno stile che il movimento delle Sardine ha enfatizzato, mettendolo alla prova delle piazze.

Il messaggio è lampante: scegliere di contrastare l’opposizione utilizzando il suo stesso linguaggio, scegliere il corpo a corpo, è decisamente un segnale di debolezza.
Una forza politica sicura di sé deve imporre il proprio metodo, schema, linguaggio, la propria agenda politica, le proprie regole, ma anche la propria capacità di scendere nelle piazze, di incontrare i cittadini fin delle più lontane periferie. Che vanno frequentate e ascoltate con convinzione.
In Emilia Romagna il Centrosinistra ha arrestato la marcia -annunciata come trionfale- di Matteo Salvini su Bologna e sul Paese, perché qui ha imposto nuove regole di dialogo con l’elettorato, con i Partiti della propria coalizione e anche con l’elettorato che vota contro.

Se il Centrosinistra romano e nazionale saprà riconoscerlo, tornerà ad avere un futuro importante in Italia. Certamente la scommessa è non solo sul cambiamento del nome e delle alleanze, ma è anche sulla scelta delle donne e degli uomini, su cui il Partito vorrà camminare.

D.B.

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