Bondeno: geologia e sicurezza ad un anno dal sisma

OLYMPUS DIGITAL CAMERARiflettere sulla morfologia e le caratteristiche geologiche del territorio, ad un anno dal sisma, per farsi guidare dalla “saggezza” e dalla scienza nella ricostruzione. E’ questo, probabilmente, il messaggio più importante uscito dalla serata organizzata per parlare di sicurezza e geologia, in pinacoteca, martedì sera. «L’attenzione, in questa fase, è fortemente centrata sulla ricostruzione, ma occorre ripartire da una cultura geologica del territorio», ha ricordato in fase di presentazione il vicesindaco, Luca Pancaldi.

Come parlare dell’importanza di una corretta pianificazione territoriale ha ancora una sua valenza. L’Ordine dei geologi, che ha arricchito la serata di conoscenza per la cittadinanza, ha peraltro prodotto un importante studio sul sottosuolo nella zona di Santa Bianca, dove sorge la chiesa, e di Stellata, nell’area della Rocca. «Le nuove scuole antisismiche devono essere l’inizio di un approccio culturale – spiega Pancaldi – perché molte delle conseguenze di un possibile nuovo sisma, che ci auguriamo non arrivi mai, dipenderanno da quello che si è fatto nel frattempo. Quindi, stiamo cercando di creare nei cittadini una cultura in tal senso.» Antonio Mucchi, con la dottoressa Marilena Martinucci, porta il saluto del presidente dell’ordine e non gira attorno al discorso: «la parola d’ordine deve essere prevenzione, per limitare i danni.

Il terremoto è un evento naturale, diventa una catastrofe se non ci siamo fatti trovare preparati.» Concetto ripreso da Alceste Zecchi: «in tutti i comuni classificati zona sismica, la pianificazione territoriale e urbanistica concorrono nella riduzione del rischio sismico. Ovvero, a fronte di una scossa di una certa intensità, si limitano le conseguenze sociali, economiche per gli elementi esposti al rischio.» In aree locali, possono esserci zone omogenee ed anche sul territorio è in corso una “micro zonazione sismica” «La placca tirrenica sta infilandosi sotto quella adriatica – dice Zecchi – e le faglie che si sono prodotte interessano il nostro territorio. Il fronte più esterno dell’Appennino arriva sotto i nostri piedi.».

Dopo la tragedia di San Giuliano è stato riclassificato il territorio e praticamente tutta l’Emilia è stata riconosciuta come sismica. Ci sono, poi, gli effetti di sito: modifiche del moto sismico prodotte dalle condizioni locali. Tra i fenomeni collegati: addensamenti, amplificazione (stratigrafica o topografica) e la famigerata liquefazione. L’intera provincia è interessata da paleo-alvei, simili a quelli interessati da liquefazione dopo il fenomeno del 20 maggio. Sulla vulnerabilità e sull’esposizione si può fare molto per incidere sul rischio. «Occorre conoscere e manutenzionare i nostri edifici, perché studi hanno mostrato che infiltrazioni d’acqua, ad esempio, hanno prodotto gravi danni.»

Un corretta pianificazione di Protezione civile è importante per tornare a condizioni di vita accettabili di fronte all’evento. Nella costruzione, oltre all’analisi geologica, può essere di estrema utilità l’analisi geotecnica, di cui parlano Mariantonietta Sileo e Marco Franceschini: La geotecnica, nel suo lato diagnostico, «è cercare di capire cose che non conosciamo. La conoscenza del terreno è sempre finalizzata a cosa andremo a costruirci sopra – dice Franceschini –. Anche mentre si costruisce, il metodo osservazionale e le indagini devono continuare in corso d’opera: i costi sono marginali.» La geotecnica lavora con elementi misconosciuti, ed il coefficiente di sicurezza è molto importante. «Pretendere la relazione geologica e geotecnica del terreno su cui sorge la propria casa – conclude Sileo – è un diritto.»

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