Bondeno, le celebrazioni del 25 aprile

Il sindaco di Bondeno, Alan Fabbri, durante la cerimonia

Una cerimonia toccante, per un ideale sempre vivo. Il 25 aprile è stato celebrato anche oggi, a Bondeno, e in tutte le altre frazioni. Riscoprendo ancora una volta le radici di questa festa nazionale: cosa possibile, “se non perdiamo il senso, ed abbiamo ben presente, nella nostra memoria, ciò che fa da contraltare a quello che oggi qui celebriamo; quella che è stata la violenza e la disumana bassezza della condizione umana portata dal Secondo conflitto mondiale”, ha detto il sindaco di Bondeno, Alan Fabbri, dal palco.

Dopo la parata della Filarmonica “G. Verdi” di Scortichino, che ha scortato il gonfalone della città e di tutte le associazioni combattentistiche in giro per il capoluogo, dove sono state depositate le corone ai monumenti ai Caduti.

Fabbri ricorda i reduci della prigionia, l’eroico gesto delle donne che assaltarono il municipio il 18 febbraio ’45, la figura di Silvana Lodi (nome di battaglia “Carla”), come esempi di un patriottismo che ci hanno consentito di recuperare la libertà e la democrazia.

Rivolge una parola ai giovani, affinché possano fare domande, finché sarà possibile, agli anziani delle loro famiglie: “continuate a leggere i libri di storia, continuate a fare domande ai vostri nonni, cercate finchè avrete la possibilità di farlo, di raccogliere testimonianze dirette, dalla viva voce di chi la Seconda Guerra Mondiale l’ha vissuta per davvero. Quelle parole, che sentirete pronunciare, dovranno essere per voi un monito e un valore di riferimento, affinchè quell’orrore tremendo che fu il Secondo conflitto mondiale non abbia più a ripetersi.” Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’intervento di Paolo Panizza, giunto a portare il saluto dell’Anpi provinciale. “Quello di oggi è un compito impegnativo – dice – in una società in difficoltà e piena di ansie, dove con una Costituzione fondata sul lavoro è proprio questo che manca.

La domanda spontanea è se davvero la classe dirigente di oggi sia la migliore possibile. Ma questo interrogativo non deve farci perdere la speranza, perché non esiste solo la politica del malaffare. Se c’è una base comune attorno alla quale ripartire, questa è data dai valori insiti nella nostra Costituzione.”

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