Meis: “botta e risposta” tra Ministro Bonisoli e Vicesindaco Maisto

“I soldi per l’ultimo lotto del Museo della Shoah di Ferrara non sono andati persi”. Ad affermarlo è stato il ministro per i Beni e le Attività culturali Alberto Bonisoli, che nella serata di mercoledì 27 febbraio ha rilanciato, sostenendo che “la decisione di rinviare il bando per l’ultimo lotto del museo è stata presa, perché solo ora si stanno aprendo i cantieri per il secondo lotto e sarebbe stato impossibile mettere a gara anche il terzo e aprirlo prima del 2021.

Bonisoli ha aggiunto che in quella data, infatti, scadono i finanziamenti che provengono dal Fondo per le Politiche di Sviluppo e Coesione, e dunque i soldi sarebbero stati persi. C’è stato un grave ritardo per la complessità di intervento per i lavori del secondo lotto il cui iter progettuale è stato molto più lungo di quanto immaginato, quando il museo della Shoah fu programmato.

La rassicurazione è quindi che i soldi ci sono e quando il museo avrà la sostenibilità per l’apertura di un nuovo cantiere saranno spesi.

Diversi i commenti arrivati, soprattutto da componenti del Partito Democratico, tra cui spicca la replica del vicesindaco e assessore alla cultura del Comune di Ferrara Massimo Maisto.

I soldi c’erano e adesso non ci sono più – sostiene Maisto – esisteva un capitolo che indicava il Meis. Oggi quel finanziamento è cancellato.

I soldi, rincara il vicesindaco, sono stati tolti per ritardi imputabili al Ministero stesso, per cui confermiamo che si tratta di una vera e propria beffa: tolgo soldi ad un progetto, ad un territorio ad un museo non per inadempienze del beneficiario ma per ritardi di chi quei fondi doveva erogare.

E ancora, secondo l’assessore alla cultura c’erano tutte le condizioni da quando si è insediato questo governo per iniziare a impegnare queste risorse in vista dell’ultimo lotto. Non lo si è voluto fare per spenderli altrove

Infine, Maisto si chiede con che tempi di erogazione arriveranno i fondi per il Meis e su quale capitolo di bilancio. Se ci saranno risposte certe in tempi brevi – conclude – si sarà rimediato ad un grave errore, in caso contrario non si potrà continuare con smentite che non smentiscono.

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