Bonus bebé, tante richieste anche a Ferrara

bebè vacanza
immagine dal web

Anche a Ferrara cominciano ad essere sempre più numerose le mamma che si rivolgono ai Caf per poter ottenere il famoso bonus Mamma domani, e il contributo per l’asilo nido.

Misure che dovevano essere attive da gennaio, ma ad oggi non ci sono le procedure on line per inoltrare la domanda.

Ci vorrà ancora tempo prima di poter vedere attiva la procedura per inoltrare la domanda per ottenere il bonus “Mamma domani” inserito nella finanziaria 2017. Una misura di sostegno alla maternità, ovvero il contributo di 800 euro destinato alle prime spese legate alla nascita di un bebè, dagli esami pre-parto alla carrozzina, che doveva essere esecutiva dal primo gennaio. Ad oggi però la richiesta di questo contributo, così come quello del bonus asilo nido, pari a 1000 euro, che spetta a tutte le mamme e alle famiglie che iscrivono i figli al nido, indipendentemente dal reddito, è bloccata.

Anche a Ferrara, sono state davvero tante le richieste di future mamme, ma anche di genitori di bambini iscritti al nido, che si sono rivolti ai Caf cittadini sperando di poter inoltrare la domanda e ricevere il contributo.

“Al momento non possiamo fare nulla, spiega Ennio Santolini, direttore Inca Ferrara, perchè manca la procedura on line. Ma, aggiunge, attenderemo ancora qualche giorno e poi saremo costretti a presentare le istanze per vie posta certificata”. Un passaggio questo che, è bene precisarlo, fino a quando la situazione non si sarà sbloccata, tra Ministero e Inps che devono mettere a punto criteri e strumenti per attivare la procedura on line, non consentirà comunque di ottenere il bonus. Quello che però consentirà sarà avere un titolo per una eventuale contestazione, o un ricorso, qualora questa situazione di stallo dovesse durare ancora a lungo.

Alla base del blocco dei contributi ci sarebbe anche la poca chiarezza sui requisiti dei destinatari. Ad esempio, spiega ancora Santolini, solo con la circolare dello scorso 16 marzo si è chiarito che il bonus di 800 spetta a ciascun figlio in caso di parto gemellare, al contrario di quanto previsto inizialmente. Ma Santolini solleva poi un’altra questione legata alla discriminazione di una parte di mamme straniere. Il bonus infatti è destinato solo a quelle in possesso della carta di soggiorno e non a quelle che hanno un semplice permesso di soggiorno a scadenza. Una esclusione che va contro il carattere universale del contributo e i criteri di residenza sul territorio italiano, rispettati anche col semplice permesso di soggiorno, o cittadinanza.

Contro questo tipo di discriminazione, conclude poi il direttore di Inca Ferrara, abbiamo già attivato dei percorsi giudiziari. Ora, sperando che non ci siano altri elementi da correggere, sembra che i requisiti siano stati fissati e che comunque, nessuna delle circa 750mila che si stima abbiano diritto al bonus, perderà il contributo. Resta solo da vedere quando questo effettivamente arriverà.

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