Buonacompra: il coraggio di ripartire

Il terremoto è vero ha fatto tanti danni, sconvolto la vita di tante persone e di tante comunità, ma ha anche avuto qualche merito, come quello  di portare  alla ribalta la solidarietà fra chi vive all’interno di uno stesso Paese, o ancora di farci toccare con mano  il coraggio e la forza di tante persone, che dopo il risveglio drammatico del 20 maggio, hanno saputo resistere e rinascere. E’ quello che è accaduto ad un’imprenditrice di Buonacompra, Luisa Gozzi.

Un capannone che risale a 14 anni fa,  un’azienda del settore confezioni che non ha avuto la vita facile.
Luisa Gozzi, imprenditrice d’acciao, oltre chemolto simpatica e vitale. Racconta la sua storia senza fare drammi: “le mie sartine, circa 25,  prima se le sono mangiate i cinesi, poi, la crisi, 4 mesi fa, anzi, quasi 5, il terremoto. Avevo deciso di riconvertire le nostre lavorazioni, investito in due nuovissime macchine per tagliare: è un mestiere che richiede tanta competenza, qui i cinesi non ci battono.

Abbiamo iniziato il 7 maggio nel capannone comprato con un mutuo e ormai nostro, ma  il 20 maggio è arrivato il terremoto.  La terra ha tremato e noi con lei. Il capannone ecco come si è presentato ai nosti occhi. Crepe, cedimenti ovunque, Luisa racconta di avere pianto per un mese, ma intanto salvava i macchinari e soprattutto trovava amici ovunque. Un collega imprenditore l’ha ospitata perché continuasse a lavorare in un laboratorio già smesso, poi c’è stato chi le ha dato a prezzo di costo il software per mettere in rete i macchinari. Le banche? No, da lì ho avuto diversi problemi. E ci mostra l’elenco dei documenti chiesti da un istituto di credito l del suo territorio: manca praticamente solo il certificato di sana e robusta costituzione, una radiografia. Ma Lei non molla, la costituzione è più che robusta e con il figlio, il marito e le sue 4 sartine dalla prossima settimana tornerà qui a Buona compra. Dove vivono le sue dipendenti, dove ha casa, dove risiedono tuttigli artigiani di cui si è servita per rimettere in sesto e in sicurezza il suo capannone. Questa mattina l’incontro con alcune amiche del Soroptimist Club di Ferrara. Le sono vicine. Lei è una lezione vivente di coraggio e di leadership al femminile.

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