Caccia a Norbert Feher, legale famiglia Verri: “Nostre domande inascoltate”

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Continua a far parlare, anche sui social network, la caccia all’uomo tra Molinella e Argenta.

I figli della vittima, Valerio Verri, chiedono risposte alle istituzioni e alle forze dell’ordine e l’avvocato della famiglia dice: “Basta conferenze stampa”.

“Ora basta conferenze stampa. Si indaghi sulle responsabilità evidenti di tutto questo. Le risposte alle famiglie non possono essere date soltanto assumendo” come “consulente un ex partigiano di 94 anni o ricorrendo ad un drone che si smarrisce nel nulla esattamente come il killer di Budrio e di altri”.

E’ il duro commento, affidato ad un post su Facebook, dall’avvocato Fabio Anselmo, il legale della famiglia di Valerio Verri, la guardia volontaria uccisa l’8 aprile scorso nel portuense da Norbert Feher, alias Igor Vlacavic, killer ricercato da due mesi.

Il pluriomicida, accusato di due uccisioni, del grave ferimento dell’agente della Polizia Provinciale, Marco Ravaglia, e almeno di una rapina, rimane l’uomo più ricercato d’Italia. Tanto che lunedì scorso, nel Municipio di Molinella, i carabinieri hanno informato la cittadinanza, insieme ai sindaci, sui comportamenti da adottare nel caso si incontrasse il fuggiasco. E Anselmo proprio a questo incontro, probabilmente, farebbe riferimento nel suo post, ricordando che “non si possono ignorare le questioni poste da Francesca ed Emanuele Verri”.

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Anselmo critica le scarse o quasi nulle informazioni sulla ricerca di Norbert Feher ricevute dalla famiglia Verri, la quale avrebbe appreso le mosse delle forze dell’ordine dalla stampa e non da chi, sostiene Anselmo, “dovrebbe gestire la sicurezza”.

Interrogativi, il legale della famiglia, li pone in maniera pubblica sul social network anche per quanto riguarda la sicurezza prima che Feher uccise Verri e, anche, il barista di Budrio, Davide Fabbri.

“Quando il Questore è stato informato dell’agguato alla guardia giurata di Consandolo del 29 marzo?” scrive il legale, che conclude chiedendo “Quando il comando della polizia provinciale ha avuto precise istruzioni sulla situazione della “zona rossa”?”.

Domande, per ora, senza risposte.

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