Caccia al killer, parla Ravaglia: “Igor mi apostrofò con parolacce” – VIDEO

Eccolo l’agente della polizia provinciale Marco Ravaglia contro cui si è scagliato con tre colpi di fucile Norbert Feher, alias Igor Vlacavic l’otto aprile, nella boscaglia del Mezzano, a Trava di Portomaggiore.

Marco era il compagno di pattuglia di Valerio Verri, la guardia ambientale uccisa quello stesso pomeriggio in cui fu ferito e nella biblioteca dell’ospedale di riabilitazione San Giorgio, diretto dal professor Nino Basaglia che oggi era al suo fianco in qualità di responsabile delle cure per la sua guarigione, ha tenuto, nel pomeriggio, una conferenza stampa per spiegare come sono andati i fatti di quella maledetta sera.

 

 

E’ pallido, ha tante cicatrici addosso Marco ma nonostante tutto prova a ricostruire quei terribili momenti. Lo credevano un pescatore di frodo Igor, o al massimo un cacciatore che addestra cani ma non un killer. Quando però sta per arrivare al momento clou della sua tremenda esperienza e cioè quando Igor uccide Valerio Vaerri si blocca e lo strazio di aver perso il suo compagno è troppo grande per continuare a parlare e guarda in fondo alla sala dove ci sono anche i figli di Verri, Francesca ed Emanuele… Marco però è vivo e non si arrende e così continua a raccontare. Scende prima lui e al suo compagno dice di stare in auto e subito cade a terra ferito. Poi tocca al suo compagno ma per lui non ci sarà più nulla da fare.

Marco allora sente che Igor si sta avvicinando, forse vuole capire se è veramente morto. E’ a quel punto allora che all’agente viene in mente di fingersi morto e trattiene il respiro: un gesto che gli salverà la vita. E Igor inoltre su di lui si scaglia anche con brutte parole, racconta ancora Ravaglia… Con Marco c’è anche il suo comandante Claudio Castagnoli e in rappresentanza dell’amministrazione c’è il consigliere provinciale e avvocato, Alberto Bova.

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