Caldo e siccità mettono in crisi l’agricoltura e l’allevamento

La siccità secondo Coldiretti  ha provocato perdite superiori a mezzo miliardo di euro all’agricoltura italiana, colpendo prodotti simbolo del Made in Italy, dal pomodoro al vino ma anche i prodotti base dell’alimentazione degli animali allevati per produrre i prestigiosi formaggi e prosciutti a denominazione di origine.

Ci sono le condizioni per avviare le procedure per la dichiarazione di stato di calamità naturale nelle zone colpite dalla siccità Lo afferma Coldiretti sottolineando che il caldo torrido e la mancanza di acqua hanno compromesso il raccolto di “centinaia di migliaia” di ettari di terreno coltivato a mais, girasole, soia, bietola, pomodoro, uva.. Le produzioni di mais e barbabietola da zucchero sono praticamente dimezzate nella provincia di Ferrara, la vendemmia sarà ben al di sotto dei valori medi mentre per il pomodoro si contano perdite superiori al 20 per cento .mancanza di acqua e caldo  fanno sentire i loro effetti anche sulla produzione di latte e salumi. Vale a dire che il caldo e l’afa mettopno in gravi difficoltà anche gli animali all’interno degli allevamenti. Per le mucche – sottolinea la Coldiretti – il clima ideale è fra i 22 e i 24 gradi, oltre questo limite gli animali mangiano poco, bevono molto e producono meno latte  di qui il ricorso in molte stalle a ventilatori e doccette refrigeranti oltre che ad integratori specifici a base di sali di potassio. Costi in più dicono gli allevatori a fronte di minore produzione, lo stesso vale per maiali, il caldo toglie loro infatti, l’appetito, quindi mangiano poco e crescono poco o più lentamente rispetto ai ritmi standard. le galline, infine producono meno uova, mentre le api che non riescono a prendere il polline e il nettare mettono  a rischio la produzione di miele.

Per quanto riguarda la nostra provincia si temono gli effetti sui costi di produzione dell’eccezionale ricorso all’irrigazione straordinaria di soccorso, con il consumo di grandi quantità di carburante per far funzionare le pompe e gli irrigatori, mentre laddove non vi è possibilità irrigua o non ci sono le necessarie attrezzature i raccolti sono compromessi: in molti campi di mais si sta procedendo a trinciare il prodotto, privo delle spighe in grado di produrre la granella, oppure è già iniziata la raccolta, con rese unitarie deludenti. La soia sta mostrando evidenti segni di sofferenza, dove non si è potuto irrigare anche il sorgo, coltura solitamente resistente alla siccità, è in crisi e in molti casi non produrrà. Il gran caldo inoltre oltre ad accelerare i tempi di maturazione e concentrare grandi quantità di prodotto in pochi giorni utili, sta condizionando la pezzatura della frutta, mediamente più piccola del solito, oltre che la produzione stessa, interessando anche melone e cocomero, i alle prese con un mercato fiacco e poco recettivo.

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