Calzature tossiche, i rischi per la salute

calzature tossiche
Immagine di repertorio

Calzature tossiche, contenti sostanze pericolose, le ha analizzate il laboratorio dell’istituto pratese Buzzi, uno dei quattro più qualificati in Italia per indagini chimiche del tessile e moda. Quello è emerso, a detta dello stesso istituto è un quadro preoccupante.

La ricerca è stata eseguita su 33 modelli diversi di calzature(27 da adulto e 6 da bambino), fra queste 4 italiane, 9 di provenienza non dichiarata e 20 in arrivo da paesi extra-europei (16 dalla Cina, 1 dal Brasile, 1 dall’India, 2 dal Vietnam). Ebbene il 27% non risulterebbero commercializzabili a livello nazionale e internazionale per la presenza di sostanze pericolose superiore ai limiti consentiti. In particolare su 27 modelli da adulto, 6 risulterebbero non commercializzabili (22%); mentre per quelle da bambino 3 su 6 (50%) non sarebbero commercializzabili in paesi extraeuropei per la presenza di formaldeide.

Nei campioni esaminati e risultati non conformi, che arrivano dalla Cina e di provenienza non dichiarata, le sostanze rilevate sono cromo esavalente (dovuto alla concia delle pelli), coloranti azoici, nichel, ftalati e formaldeide, spesso usata come componente dei collanti. Questi dati  rispecchiano i risultati del sistema di allerta Rapex, che segnala i prodotti pericolosi circolanti nel mercato europeo, in aumento negli ultimi anni. Dal 2003 al 2013 le notifiche totali al Rapex sono aumentate del 1700%, passando da 139 a 2364. E sono soprattutto di prodotti rivolti ai bambini, dai giocattoli all’abbigliamento. Una fetta di mercato che vede sempre più spesso sequestri di merce contraffatta e soprattutto pericolosa. Basta guardare l’ultimo ingente sequestro avvenuto a Roma, pochi mesi fa, dove la Polizia Amministrativa ha scoperto un deposito con sessantamila capi d’ abbigliamento anche per neonati “altamente tossici” di cui 45mila paia di scarpe e 15mila tra jeans e magliette, pronti ad essere venduti nei negozi della capitale ma anche nel resto del paese. Il vestiario importato clandestinamente dalla Cina era tessuto con materiali contenenti metalli pesanti come cromo e piombo in concentrazioni altissime, al di sopra della soglia consentita dai dettami delle leggi europee in materia di importazione e di salvaguardia della salute. Infatti il piombo ed il cromo ad alti dosaggi e a contatto con la pelle possono provocare intossicazioni irreversibili con danni permanenti al sistema nervoso.

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