Imprese artigiane: aumentano giardinieri e designer di moda. In calo elettricisti e muratori

edilizia gru cantiere muratoriIl mondo dell’artigianato, tra i vanti dell’economia ferrarese, si rinnova cimentandosi in nuovi mestieri a scapito di quelli più tradizionali.

Aumentano le imprese di pulizia e quelle che si occupano di tatuaggi e piercing, crescono i giardinieri e le agenzie per il disbrigo delle pratiche.

Aumentano anche le imprese che confezionano accessori d’abbigliamento o le sartorie su misura, così come i designer di moda e per il settore industriale. Si riducono invece le imprese di costruzioni e quelle che si occupano di ristrutturazione, i “padroncini” addetti ai trasporti su strada, gli elettricisti, i falegnami e i meccanici.

Come mostra la fotografia scattata dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara sull’evoluzione dei mestieri artigiani negli ultimi 5 anni, il settore, che nella nostra provincia conta quasi 9mila imprese, ne ha perse 800 tra il 2013 e il 2018. Ma alcuni “mestieri” crescono, raggiungendo anche numeri consistenti. È il caso, ad esempio, delle attività legate al settore delle costruzioni molto specializzate come quelle per la preparazione dei cantieri edili e i lavori di isolamento.

“Gli artigiani – ha evidenziato Paolo Govoni, presidente della Camera di commercio – vivono fra la gente e in funzione della gente, nei quartieri delle città, nelle piazze dei paesi. L’artigianato lega insieme territorio, economia e cultura, riversando nei suoi prodotti i tratti caratteristici e distintivi dei luoghi ove essi vengono creati. Il piccolo imprenditore, l’artigiano sono depositari di tradizioni che ancora oggi si tramandano in molti casi di padre in figlio, consolidando esperienze di intelligenza creativa che costituiscono molto spesso il vanto dei territori dove essi operano”.

imprese donna donne aziende economia lavoroTornando al Rapporto della Camera di commercio, è interessante notare come si stiano orientando le diverse componenti imprenditoriali. I giovani imprenditori, ad esempio, aumentano soprattutto tra i tatuatori, seguiti da imprese di pulizie e informatici. Le donne si focalizzano nei servizi per la persona, anche loro in attività di tatuaggio, ma anche in servizi di cura per animali, nelle attività di pulizia e tra le attività di ristorazione. Le imprese artigiane di stranieri, infine, aumentano soprattutto nelle diverse attività di confezionamento di abbigliamento, tra lavori di completamento e finitura degli edifici e di tinteggiatura. Struttura prudente del capitale, con un’avversione al debito, frugalità ed attenzione ai costi, attitudine alla diversificazione, sia geografica che settoriale. Questa la carta di identità degli imprenditori artigiani ferraresi che tuttora costituiscono, dunque, una rete capillare e interconnessa, gli anelli di una catena che unisce non solo il prodotto al cliente, ma anche un territorio ad una storia.

Bisogna tornare a crescere – ha concluso il presidente della Camera di commercio – con interventi cantierabili nell’immediato che rilancino i consumi e attivino di nuovo la propensione all’investimento. In pericolo sono soprattutto tanti piccoli e piccolissimi imprenditori, che il più delle volte rischiano di fallire per crediti non riscossi o perché vedono ridursi il credito dalle banche. Un’evidente strozzatura che penalizza gravemente intere filiere, posto che il credito, nella nostra provincia, serve nel 43% dei casi a pagare in primo luogo fornitori e dipendenti. Anche per questo, degli oltre 12milioni di euro erogati dalla Camera di commercio alle imprese negli ultimi cinque anni, il 72% ha riguardato aziende con meno di cinque addetti, nella consapevolezza di dover motivarli ad agire e ad investire, unica premessa per tornare ad assumere e, quindi, incentivare i consumi”.

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