Camera commercio di Ferrara sopravvive ai tagli

Anche la riforma delle Camera di Commercio dovrà passere per un ridisegno dell’organizzazione territoriale: in poche parole tagli e accorpamenti

A decidere la riorganizzazione degli enti, che dovrebbe essere definita entro l’anno, l’assemblea nazionale di Unioncamere che una settimana fa, durante l’assise, ha avuto, attraverso una telefonata, l’approvazione del Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera.

A differenza della province, che sono state riorganizzate e tagliate basandosi sull’estensione del territorio e sulla popolazione, per il ridisegno delle Camere di Commercio, saranno utilizzati i criteri dell’aggregazione economica e degli equilibri di bilancio.

Il punto di riferimento delle camera di commercio sono le imprese che operano in un mercato aperto, non vincolato dai confini territoriali imposti dal mondo amministrativo, a volte burocratico.

La riorganizzazione dei servizi e un riordino complessivo degli assetti istituzionali servirà a rispondere in modo ancora più efficace ed efficiente alle istanze delle imprese, da cui unicamente derivano le risorse economiche di cui il nostro sistema dispone” ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio di Ferrara e vice presidente vicario di Unioncamere, Carlo Alberto Roncarati

La condizione necessaria per restare autonomi e non venire accorpati è quindi essere in grado di auto-sostenersi, poter contare su un sufficiente equilibrio economico e adempiere a tutti i compiti istituzionali assegnati dalla legge. Parole chiave dell’ipotesi di riforma: la razionalizzazione per rendere il sistema ancora più efficiente, contenere i costi attraverso economie di scala, utilizzare al meglio il personale e le risorse umane, lo studio ulteriore dei budget per liberare ulteriori risorse da mettere a disposizione delle imprese.

Uno scenario nel quale non dovrebbe rientrare la Camera di Commercio di Ferrara, che non si trova in rigidità di bilancio, ed è tra le prime in Italia per efficienza e ritorno sul sistema delle imprese

E a dirlo sono i numeri: sono poco più di 43mila le imprese iscritte alla Camera di Commercio di Ferrara. Per il diritto annuale le imprese pagano 88euro e Largo Castello gliene restituisce, sotto forma di servizi e progetti, quasi il doppio: 134 contro i 101 euro del dato nazionale.

Ne 2012 a fronte di 100 di entrate – ha spiegato Mauro Gianattasio, segretario della camera di commercio – abbiamo dato alle imprese il 75,42%, grazie anche alla capacità di portare a case risorse esterne”. Abbiamo, al momento realizzato il 98% di quanto avevamo programmato ad inizio anno ma abbiamo ancora tempo per riuscire ad aumentare questa percentuale entro il 31 dicembre , ha concludo Gianattasio.

A testimonianza di ciò, arriva la notizia che Ferrara è stata inserita, assieme alle Camere di Commercio di Bologna e Teramo, in un progetto unico nel panorama della Pubblica amministrazione, per dare vita ad un progetto interamente automatizzato, con benefici a vantaggio delle imprese.

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