Camera di Commercio Ferrara: “Oltre il 50% delle imprese ferraresi sono essenziali” – INTERVISTA

A Ferrara e nella provincia estense le imprese che resterebbero attive secondo i dati della Camera di Commercio sarebbero il 51,5% , con 59mila addetti al lavoro. “Alcune imprese hanno scelto comunque di chiudere perché non hanno il mercato”, ha spiegato il segretario generale, Mauro Giannattasio. “Il codice ateco (e cioè il Codice dell’Attività Economica) potrebbe servire alle aziende anche per riconvertire il loro lavoro”

 

 

Dottor Giannattasio, quali sono le risposte della Camera di Commercio di Ferrara alle difficoltà che stanno vivendo le nostre imprese?
“È una situazione drammatica, quella che stiamo vivendo, nella quale al dolore di tante famiglie che hanno perso loro congiunti si aggiungono sacrifici e costi individuali e complessivi enormi, di tutto il sistema imprenditoriale, del mondo del lavoro, specie quello meno protetto, delle famiglie, di tutto il Paese. Una situazione che, come Camera di commercio, viviamo con grande senso di responsabilità, ascoltando i bisogni delle imprese, che rappresentano il nostro riferimento prioritario e mettendo in campo misure che possano scongiurare conseguenze irreversibili per il prosieguo delle loro attività. “Due sono i principi cardine dell’azione messa in campo dalla Giunta: la vicinanza alle imprese e l’unità. Le imprese, a maggior ragione in un momento difficile come quello che stiamo vivendo, devono continuare a sentire la Camera di commercio a loro vicina, come un valido e sicuro strumento al loro fianco. E dall’altro lato, la drammaticità della situazione richiede ancor di più che le Camere di commercio italiane si muovano insieme, dando risposte forti e con interventi coordinati, rapidi ed efficaci, per far avere e percepire alle nostre imprese in maniera più incisiva il nostro indispensabile apporto”.

Quindi lavorate in strettissimo contatto con le associazioni di categoria?
“Da quando è scoppiata questa emergenza, abbiamo costituito con il sistema associativo una task force, che ha sottolineato con forza che nessuna misura da sola è sufficiente, se non si inserisce in un quadro di politiche straordinarie sia a livello europeo, sia nazionale. Per affrontare una situazione così inedita e straordinaria servono, perciò, politiche straordinarie. Abbiamo individuato due filoni importanti di attività, uno per l’emergenza e uno che punta al medio periodo, alla fase successiva all’emergenza”.

Quali sono nel dettaglio le azioni cui state pensando?
Nel breve-brevissimo periodo,l’esigenza prioritaria è quella di garantire liquidità alle imprese, specie alle più piccole. Riteniamo, a questo riguardo, che dobbiamo muoverci con programmi che si integrino con i recenti provvedimenti governativi varati a tal fine (ampliamento dell’intervento del fondo centrale di garanzia e dei confidi, moratoria, rinvio degli adempimenti ecc.) al fine di migliorare l’accesso al credito. A tal fine, stiamo valutando interventi mirati ad abbattere i costi degli interessi delle imprese sui prestiti bancari. Abbiamo ipotizzato ulteriori forme di intervento (sul fronte della garanzia ampliandone la portata oltre l’80%, o attraverso operazioni dirette di lending, tramite piattaforme di crowdfunding come consente il DL del 17 marzo) sulle quali è in corso l’istruttoria. Per il medio periodo stiamo studiando diverse necessità. Ne sottolineo una: quella di recuperare a livello internazionale l’immagine di Ferrara e della sua provincia, attraverso campagne straordinarie di comunicazione e promozione che rilancino il nostro turismo. Al riguardo, insieme a Unioncamere, siamo già in contatto con il Ministero degli esteri e con il Mise, a cui abbiamo dato la nostra disponibilità a partecipare a questo grande impegno collettivo”.

Qual è stato l’impatto del coronavirus sull’economia ferrarese?
“Abbiamo realizzato un’indagine dalla quale emerge che l’83% delle imprese (il 99% nei settori dell’alloggio e ristorazione) ha registrato impatti sulla propria attività dalla diffusione del Covid-19. Da qui, le proposte della Camera di commercio a Unioncamere e al Governo: rilanciare gli investimenti pubblici per sostenere la domanda interna, l’attività delle imprese e l’occupazione; garantire fin da subito la liquidità delle imprese; l’utilizzo degli ammortizzatori sociali per sostenere settori e filiere in crisi”.

Un pensiero su “Camera di Commercio Ferrara: “Oltre il 50% delle imprese ferraresi sono essenziali” – INTERVISTA

  • 25/03/2020 in 17:48
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    Buonasera il governo continua a spendere parole al vento ..noi piccoli imprenditori abbiamo bisogno di aiuti concreti subito ! Sono madre di due figli ho un lavoro autonomo assieme a mio marito quindi la nostra unica fonte di reddito viene da li ,se non possiamo lavorare perché rientriamo nelle categorie attività non indispensabili costrette a chiusura dal primo decreto 11 marzo come facciamo a sostenerci? Il governo ha stanziato del denaro del quale tutt’oggi non è ancora possibile fare domanda all’Inps ! CI HANNO PROMESSO UN ELEMOSINA DI 600euro per marzo! Le bollette le stiamo pagando regolarmente senza riduzioni e i miei figli mangiano tutti i giorni poi ci sono le spese che tutti hanno bollo auto assicurazione ecc ecc .Mi spiegate se non avessi avuto due soldi da parte oggi dove saremmo ? Sono queste le misure delle quali tanto si vantano? Come pensano di farci stare a casa sul divano tranquilli 4 persone con niente in tutto ?Se non si interviene subito Presto tutti chiuderemo e tutto il sistema implodera’ se lo stato non incassa poi come si sostiene? Benissimo aiutare la sanita’ ma senza reddito non si vive per cui se non si muore per il virus presto si morirà di fame !

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