Camera di Commercio: crescono le imprese femminili

Sono 7.217 (il 23,3% del totale, la quota più elevata della Regione e superiore anche alla quota nazionale, pari al 22,6%) le imprese femminili in provincia di Ferrara alla fine del 2021: imprese dinamiche che sanno reagire e definire strategie in contesti mutevoli e in una fase difficile dell’economia. Nel 2021, le aziende in rosa, rispetto al 2020, sono 73 in più, aumentano le imprese straniere e, tra i settori economici più coinvolti, spiccano i Servizi. E’ la fotografia scattata dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara, che registra per le imprese femminili una tendenza positiva (+0,1%) migliore rispetto a quanto avvenuto nel sistema imprenditoriale nel suo complesso (-0,2%).

“Nell’ultimo periodo gli indici di occupazione sono saliti, ed è un dato importante, ma ancora tante, troppe donne sono escluse dal lavoro, e la marginalità femminile costituisce uno dei fattori di rallentamento del nostro sviluppo, oltre che un segno di ritardo civile, culturale, umano”. Così Gisella Ferri, presidente del Comitato provinciale per l’imprenditoria femminile della Camera di commercio di Ferrara, che ha aggiunto: “Desidero ringraziare e rivolgere un saluto a tutte le donne ferraresi, che rappresentano il cuore, il volto e la struttura portante della nostra provincia. L’8 marzo ci ricorda che le donne sono protagoniste preziose e imprescindibili per progettare i tempi nuovi che ci attendono”.

Più straniere che giovani A fine 2021, le imprese under 35 femminili erano 695, pari al 9,6% delle imprese in rosa ferraresi. Una quota ancora ridotta, ma ben più elevata rispetto allo stesso indicatore riferito alle non femminili (6,6%). Si concentrano, in particolare, nei settori del commercio al dettaglio (15,1%), della ristorazione (14,0%) e dei servizi per la persona (14,8%). Alla stessa data, le imprese femminili straniere sono risultate 782, pari al 10,8% del totale delle imprese rosa ferraresi. Si concentrano, in particolare, nel commercio al dettaglio (24,9%, circa 1 su 4), nella ristorazione (19,9%), negli altri servizi per la persona, parrucchiere centri estetici ecc. (9,6%), nell’attività manifatturiera delle confezioni (8,6%), nel commercio all’ingrosso (5,2%) e nel settore delle pulizie (6,5%).

I settori Aumentano di 64 unità (+1,3%) le imprese del terziario e di 8 (+1%) quelle dell’Alloggio e della ristorazione,sono cresciuti del +1% (+8 unità). Cresce, inoltre, il settore Noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese (24 unità, +8,5%), con particolare riferimento alle attività di supporto per le funzioni d’ufficio e alle imprese (+16 unità, +13,8%). Altro contributo rilevante è giunto dalle imprese manifatturiere (+15 unità), anche se il peso dell’imprenditoria femminile sul settore (18,9%) rimane sempre al di sotto del valore provinciale. Un deciso apporto positivo è giunto dai servizi di informazione e comunicazione (13 unità, +10,5%), cui si aggiungono i contributi di sanità e assistenza, comparto cresciuto di 10 unità, così come quello delle attività femminili immobiliari (+10 unità, +2,3%), favorito dalla ripresa del mercato. È stato rapido anche l’incremento delle imprese finanziarie e assicurative (+9 unità, +5,8 per cento) determinato dalle attività ausiliarie. Calano le imprese femminili agricole (-11 unità, pari al -0,8%) da attribuire esclusivamente al comparto agricolo (-31 unità), a fronte della continua crescita della pesca (+19).

(Comunicato stampa)

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