Camera di Commercio: il covid influisce negativamente sull’occupazione ferrarese

Interrotta bruscamente, nel terzo trimestre 2020, la tendenza positiva che si registrava da più di quattro anni in ambito di occupazione. A fine settembre, gli addetti ferraresi risultano 1.875 in meno (-1,8%) rispetto alla stessa data dello scorso anno, superando di poco le 105mila unità. Calano sia i dipendenti (-1,8%) che gli autonomi (-1,7%). Crescono gli addetti in agricoltura, nelle attività immobiliari e nella sanità. Tengono per ora quelli dell’industria, mentre i valori si riducono soprattutto nel commercio e nei servizi di alloggio e ristorazione. Questi i dati elaborati dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara sugli addetti delle localizzazioni di impresa operanti in provincia, con sede legale a Ferrara o altrove, tratti dal Registro imprese e da fonti INPS.

L’andamento complessivo

A fine settembre, gli addetti delle localizzazioni di imprese operanti a Ferrara erano 105.148, ovvero 1.875 in meno (-1,8%) rispetto allo stesso trimestre del 2019, con una decisa inversione della precedente tendenza positiva che durava da più di quattro anni. Dal terzo trimestre del 2019, la tendenza positiva appariva già in chiaro rallentamento, ma su questo si sono innestati gli effetti della pandemia che hanno portato alla brusca inversione rilevata. In Emilia-Romagna la contrazione è stata più accentuata (-2,1%), mentre a livello nazionale gli addetti sono diminuiti ad un ritmo meno sostenuto (-1,3%), che si spiega con la maggiore forza con la quale la pandemia ha colpito il nord d’Italia nella prima parte dell’anno.

Se si considerano le variazioni tendenziali trimestrali nelle province dell’Emilia-Romagna, si rilevano contrazioni molto più pesanti nelle realtà dove le attività turistiche hanno un’incidenza rilevante, come Rimini, Forlì e Ravenna. D’altro canto ci sono province dove gli effetti della pandemia non sembrano ancora essere percepiti con la stessa gravità: Modena, Parma e Reggio Emilia registrano variazioni al di sotto del -1%.

L’analisi può essere condotta anche per localizzazione della sede: diminuiscono gli addetti di tutte le tipologie ad eccezione di quelli attribuiti alle prime unità locali con sede fuori provincia, seguendo il trend delle unità produttive. Le contrazioni più pesanti in valore assoluto si riferiscono invece alle sedi e allo stesso tempo, in termini relativi, sono le altre localizzazione (diverse dalla prima) con sede fuori provincia ad accusare il colpo più duro.

Dipendenti e indipendenti

Gli addetti alle dipendenze delle localizzazioni di impresa a Ferrara nel trimestre in esame sono scesi a 78.344 unità con una netta inversione della tendenza positiva precedente che ha comportato la perdita di 1.417 addetti (sempre -1,8%). Dal terzo trimestre dell’anno in corso è inoltre ripresa, dopo una breve interruzione di un anno, la lunga tendenza negativa per gli addetti indipendenti (-458 unità). Mentre i dipendenti nel triennio 2016-2019 avevano contribuito alla crescita degli addetti, gli indipendenti, non hanno mai registrato aumenti significativi, seguendo il trend negativo della riduzione delle imprese.

I macrosettori

La flessione degli addetti non è diffusa in tutti i settori e non è omogenea. Il dato trimestrale tendenziale ferrarese è stato determinato dal complesso settore dei servizi, nel quale gli addetti sono scesi a 59.056 con una riduzione di 2.265 unità (-3,7%), rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. La flessione nel complesso dei servizi deriva da quella degli addetti dell’insieme degli altri servizi (diversi dal commercio) che hanno pagato duramente lo scotto delle misure di prevenzione della pandemia e che sono ammontati a 3.801 e sono scesi di ben -195 unità (-4,9%) con una decisa inversione di tendenza rispetto al passato più recente. La dinamica è stata però sensibilmente determinata dal commercio, nel quale gli addetti sono risultati 19.114 e sono diminuiti del -5,6% (-1.167 unità), accentuando la flessione già subita nei trimestri precedenti. A seguire, la variazione assoluta più accentuata si registra tra le attività di alloggio e ristorazione con un calo di addetti di -690 unità (pari al -6,2%, la variazione relativa più pesante tra le attività economiche analizzate). Da segnalare anche la contrazione rilevante nella logistica e nel comparto del noleggio, agenzie idi viaggio e servizi alle imprese.

La consistenza degli addetti in agricoltura è caratterizzata da forti oscillazioni stagionali, a fine settembre hanno raggiunto quota 12.890 con un aumento di 461 unità (+3,7%), che compensa solo in parte tutte le riduzioni degli altri settori.

Nel trimestre in esame l’industria ha mostrato poi una discreta tenuta. La consistenza degli addetti è risultata pari a 23.030 unità (-15 unità, -0,1%), quasi invariata al confronto con il 2019.

Il lockdown ha posto un freno deciso alla tendenza positiva delle costruzioni che registrano una tenuta più debole rispetto all’industria e sembrano non risentire, almeno in termini di addetti, delle misure di stimolo adottate per il settore (come gli ecobonus). Gli addetti sono lievemente diminuiti (-1,0%, -78 unità) rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno e hanno raggiunto quota 7.869.

(Comunicato Camera di Commercio di Ferrara)

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