Camera di Commercio: l’effetto filiera fa bene alle imprese ferraresi

Le imprese ferraresi che operano all’interno di filiere sono più innovative, più aperte ai mercati stranieri e più ottimiste sul futuro di quelle che lavorano in maniera isolata. Il 39% di queste imprese prevede di recuperare i livelli produttivi pre-COVID già entro quest’anno, contro il 34% delle altre aziende. Una quota che sale al 41% per le imprese in filiera che hanno investito nelle tecnologie 4.0 contro il 31% delle altre digitalizzate. Innovazione e export sono tra le leve strategiche su cui puntano per stare sul mercato. Il 58% delle imprese che lavorano insieme ha fatto investimenti per innovare (contro il 35% delle altre) e il 19% esporta, con punte che arrivano al 27% nelle filiere 4.0 (contro il 21% delle altre digitalizzate). La collaborazione tra imprese che hanno attività interconnesse lungo tutta la catena del valore – dalla creazione sino alla distribuzione- di un bene o servizio – si rileva quindi un importante fattore di competitività per gli imprenditori, soprattutto se abbracciano il digitale avanzato. È quanto emerge da un’analisi realizzata dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio su dati Centro Studi Tagliacarne, Unioncamere e InfoCamere.

Più di 2 imprese su 4 della nostra provincia operano all’interno di filiere, alcune più corte, di territorio, altre  più internazionali; tante si sono modificate per gli effetti della crisi pandemica”. Questo il commento di Paolo Govoni, commissario straordinario della Camera di commercio di Ferrara, che ha aggiunto:In molte il rapporto tra le imprese non si esaurisce nel contratto di fornitura ma, come mostrano le nostre analisi, si arricchisce con fattori qualitativi, servizi, supporti finanziari, percorsi di certificazione, spesso indotti dalle aziende capo-filiere, normalmente medie o grandi. Questi fattori e supporti – ha concluso Govoni – diventano molto importanti in questi anni in cui centinaia di migliaia di piccole aziende, il cuore della nostra economia, dovranno affrontare il ripido percorso della doppia transizione, digitale e ambientale. Sono perciò necessarie scelte pubbliche che aiutino l’irrobustimento delle filiere, dei legami forti che si instaurano al loro interno e le aggregazioni tra imprese, per salvaguardare la competitività del nostro sistema”.

3 imprese su 5 attive nelle costruzioni e agrobusiness

Costruzioni e Agrobusiness rappresentano quasi il 60% delle imprese attive coinvolte nel sistema delle filiere, seguiti dai settori Turismo-beni culturali, Sistema moda, Energia e Mezzi di trasporto.

Il 59% delle filiere investe in innovazione

Le imprese ferraresi che operano all’interno delle filiere presentano una maggiore propensione ad innovare rispetto alle altre non operanti in filiera, il 59% contro il 35%. E per competere puntano soprattutto sull’innovazione di prodotto (il 44% contro il 21%) e di processo (il 37% contro il 21%). Anche tra le imprese che adottano tecnologie 4.0 pesa l’effetto filiera: il 71% delle imprese che collaborano tra loro ha investito in almeno una forma di innovazione (tra quelle di prodotto, processo, organizzativa, marketing) contro il 64% di quelle non filiera.

Dall’export quasi un terzo del fatturato delle filiere 4.0

I benefici del lavorare in filiera si fanno sentire anche sulla maggiore apertura ai mercati stranieri, in particolare per quelle imprese che adottano le tecnologie abilitanti. Il 30% del fatturato delle filiere 4.0 è alimentato dalle vendite estere, contro il 24% di quello delle altre imprese digitalizzate non in filiera. Non solo, le prime esportano anche mediamente in più mercati rispetto alle seconde (24 contro 19). Non a caso nel PNRR si riserva attenzione al tema delle filiere leggendolo sotto la lente dell’internazionalizzazione proprio sotto l’asse strategico della Transizione digitale.

(Comunicato stampa)

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