Camera di Commercio, nel 2020 sono calate le imprese a Ferrara

Sono 1.469 le imprese nate nella provincia di Ferrara nel 2020, 211 in meno rispetto all’anno precedente. A fronte di queste, però, 1.857 hanno chiuso i battenti nello stesso periodo, 220 in meno rispetto al 2019.

Il risultato di queste due dinamiche ha consegnato, a fine anno, un saldo tra entrate e uscite negativo per 388 imprese e, dunque, a fine dicembre 2020 lo stock complessivo delle imprese ferraresi ammontava a 34.417 unità. Normalmente – sottolinea in un comunicato la Camera di commercio – le cancellazioni di attività dal Registro delle imprese si concentrano nei primi tre mesi dell’anno ed è in questo periodo che si attendono le maggiori ripercussioni della crisi dovuta alla pandemia.

Crescono le società di capitali (+1,7%), che confermano l’orientamento – ormai consolidato – anche tra i neo-imprenditori, che, per affrontare il mercato, si affidano sempre più spesso a formule organizzative più “robuste” e strutturate, mentre diminuiscono imprese individuali (-1,9%) e società di persone (-2,2%), in particolare artigiane. Questi i dati di sintesi della rilevazione sulla natalità e mortalità delle imprese diffusi dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara sui dati del Registro delle imprese.

Le imprese giovanili, pur rappresentando più di un quarto del totale delle iscrizioni (25,2%) e appena il 7,5% delle chiusure complessive, riducono la loro consistenza passando dalle 2.530 unità del 2019 alle attuali 2.473. Il saldo della movimentazione è, infatti, largamente positivo con +273 unità. Per le imprese straniere, la differenza tra aperture e chiusure sempre positiva, risulta ancora in lieve ripresa, segnando un +82 unità, quando nel 2019 il saldo era stato di +74, ma nel biennio 2011-2012 l’ordine di grandezza è stato più che doppio. Mentre crescono le nuove iscrizioni, rallentano leggermente le cancellazioni, passate dalle 258 del 2018 alle 294 del 2019 fino alle 197 dell’anno appena concluso. Ogni 1.000 imprese 94 non sono gestite da italiani, quando a livello regionale il rapporto è di 125 e in Italia di 104. Per quanto riguarda l’imprenditoria femminile, l’andamento della movimentazione registra anche nel 2020 un saldo tra aperture e chiusure pesante (-101 unità, erano -39 nel 2019). La quota di imprese femminili in provincia rimane comunque elevata, con un valore pari al 22,8%, quota ancora superiore a quanto rilevato in Emilia-Romagna (20,8%) e in Italia (22,0%).

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