Camere di Commercio, probabile accorpamento in CdM. Lega: “No a scelte insensate”

“No ad accorpamenti forzati delle Camere di Commercio. Lo abbiamo detto come amministratori e anche come esponenti Lega del territorio: si tratta di una scelta insensata. Nel caso di enti virtuosi come il nostro è infatti assurdo accorpare ciò che è utile e funziona bene. Massima solidarietà alla nostra Camera di Commercio, che rischia di subire l’impatto, suo malgrado, di scelte imposte”

“Non smetteremo di far sentire il nostro dissenso. Speriamo che il presidente della Regione non stia in silenzio di fronte a una riorganizzazione che penalizzerebbe il nostro territorio. Ancora una volta il suo governo volta le spalle all’Emilia Romagna”.  Così il sindaco di Ferrara Alan Fabbri di fronte alla possibilità che nel consiglio dei ministri di domani si tratti dell’accorpamento delle Camere di Commercio che vedrebbe Ferrara unirsi a Ravenna.
 
“Sarà una decisione forzata e contraria alle volontà di molti territori. E’ il caso, in Emilia Romagna, dei nuovi accorpamenti imposti Parma-Reggio Emilia-Piacenza e Ferrara-Ravenna. Diciamo no a processi non condivisi e siamo pronti a presentare la nostra controproposta per mitigare gli effetti e rilanciare la potenzialità, sui territori, dell’Assocamere estere . Lo annuncia il senatore della Lega Gianfranco Rufa, che ha seguito il dossier negli ultimi mesi.
 
In Emilia Romagna la nuova geografia delle Camere di Commercio prevederà questo nuovo assetto: Bologna, Modena, Parma-Reggio-Piacenza, Forlì-Cesena-Rimini, Ferrara-Ravenna. “La Lega – spiega Rufa – fin da subito ha chiesto: la volontarietà degli accorpamenti e la possibilità di mantenere nelle città più penalizzate dagli accorpamenti l’Assocamere estere. Sollecitiamo inoltre la possibilità di utilizzare il fondo per il Made in Italy inserito in legge di Bilancio (45mln nel 2020 e 40mln nel 2021) per potenziare le agenzie per il commercio estero. La riorganizzazione deve essere un’occasione per sviluppare le potenzialità e non un processo imposto, alla maniera statalista del Pd”.

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