Cappellano carcere Ferrara a Igor/Ezechiele: “Costituisciti” – FOTO

Igor/Ezechiele e il Cappellano in una foto postata sul profilo Facebook del serbo nell’agosto 2015

Un rapporto molto stretto, quello allacciato dal cappellano, don Antonio Bentivoglio, durante il periodo di detenzione nel carcere di via Arginone a Ferrara, con Igor Vaclavic/Ezechiele Norberto Feher, il killer dalle varie identità, il ricercato numero uno in Italia per il duplice omicidio del barista di Budrio, della guardia giurata volontaria Valerio Verri e per diverse rapine.

Il cappellano e i catechisti della casa circondariale di Ferrara hanno affidato alle redazioni della stampa ferrarese una lettera in cui invitano Igor/Ezechiele a costituirsi. Ecco il testo integrale:

Davanti a tanto orrore, generato dalla distruzione di vite umane nel dispiegarsi della loro quotidianità ci chiediamo di quale mistero di iniquità sia capace l`animo umano. E dalle notizie apprese dalla stampa questi avvenimenti sembra possano riguardare te, Igor. Ci sono centinaia di persone, con famiglie a casa, che ora mettono a repentaglio la loro vita e a rischio i loro affetti per fermare questo orrore, per fermare te.

Ci siamo conosciuti in carcere dove abbiamo condiviso un luogo di verità e di perdono che si chiama Chiesa.

Questo bene può essere negato? Evidentemente tu lo stai negando. E quindi è stato tutto inutile? Assolutamente no, perché rimane in ogni istante la possibilità di ripresa.

Noi ti chiamiamo fratello, e per sempre, e ti chiediamo di consegnarti ed evitare altre irreparabili tragedie e scontri. In nome di questa indistruttibile dignità, che nasce dal sacrificio di Cristo per ogni uomo, ti supplichiamo: costituisciti e reintegrati in una compagnia ecclesiale piena di accoglienza e di perdono. Nemmeno tu sei fatto per il male perché Dio ti ha creato per il bene, per amare e essere amato. Il male e il dolore che hai causato alle vittime, alle loro famiglie, e a tutta la nostra popolo gente, non sarà recuperabile, ma ti scongiuriamo di riaprire la tua vita al mistero di Cristo presente nella Chiesa.

Il Cappellano, don Antonio Bentivoglio e i catechisti della Casa Circondariale di Ferrara

Intanto proseguono senza sosta le ricerche dell’uomo da parte delle forze dell’ordine e dei reparti speciali dei carabinieri: 150 le unità impegnate che, suddivisi in turni, presidiano un vasto territorio per trovare l’uomo che è di origine serba, come ha riferito ieri sera il comandante generale dell’Arma Tullio Del Sette (Igor/Ezechiele sarebbe ricercato anche in Serbia per una rapina sfociata in violenza sessuale, n.d.r.).

Le ricerche, cui partecipano le forze speciali, si concentrano principalmente tra casolari abbandonati e paludi, in una zona di circa 40 chilometri quadrati, tra le oasi di Marmorta e Campotto.

Intanto sono arrivati gli esiti balistici, secondo cui il barista Fabbri e la guardia volontaria Verri sono stati uccisi dalla stessa pistola, una Smith&Wesson 9×21. Il fuggitivo ne avrebbe anche una seconda. Gli inquirenti hanno poi sentito vari conoscenti del latitante, per comprenderne abitudini e provare a prevederne le mosse.

Anche a Portomaggiore e ad Argenta c’è paura e preoccupazione tra I residenti: ma non per tutti

Nei bar e nelle strade di Molinella non si parla d’altro e la domanda che le persone si pongono è come faccia l’uomo più ricercato d’Italia, il serbo 41enne dai molti alias, ad essere ancora alla ‘macchia’ dopo tre notti e due giorni di gigantesca caccia all’uomo, con posti di blocco, elicotteri e l’impegno dei reparti speciali. In questo clima di preoccupazione collettiva, ci sono stati anche alcuni falsi avvistamenti. In particolare ieri pomeriggio un testimone ha riferito di aver notato, non è chiaro in che zona, una persona che accorgendosi di essere osservata si è improvvisamente abbassata, sparendo alla vista. Il cittadino ha chiamato i soccorsi, sono subito scattate approfondite ricerche nell’area, che però non hanno dato risultati.

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