Carcere, calano i reclusi ma alla domenica resta critica la distribuzione pasti

 

carcere_1La Garante regionale dei detenuti, Desi Bruno, insieme al Garante del Comune di Ferrara, Marcello Marighelli, si è recata in visita alla Casa circondariale del capoluogo estense; nel corso della visita, sono stati accompagnati dal direttore Paolo Malato e da personale della Polizia penitenziaria.

Intanto, i numeri: a fronte di una capienza regolamentare di 228 unità (e di una capienza massima tollerabile di 446), 294 sono i detenuti presenti alla data dell’8 ottobre; 134 gli stranieri, 209 i condannati e 35 in attesa di giudizio, 3 ammessi al regime della semilibertà; 82 i detenuti tossicodipendenti; 12 gli ergastolani e 25 i “collaboratori di giustizia”.

In linea con il complessivo dato regionale, sottolinea l’Ufficio del Garante regionale, emerge la conferma dell’abbattimento dei numeri dei reclusi e non si ravvisano gravi profili di sovraffollamento, con il miglioramento generale delle condizioni di vita dei detenuti e delle condizioni di lavoro del personale. Fra l’altro, è tornato agibile lo spazio del laboratorio teatrale, chiuso per effetto degli eventi sismici del maggio 2012.

Si effettuano colloqui 6 giorni su 7, anche nel pomeriggio, con un servizio di prenotazione telefonica attivo. Appare particolarmente curata l’area verde, dedicata ai colloqui dei detenuti con prole minore di dodici anni, con un apposito spazio per il divertimento dei bambini; inoltre, è prevista, un sabato al mese, la presenza di animatori professionali e mediatori familiari nell’ambito di un’iniziativa promossa dal Centro per le famiglie del Comune di Ferrara. È alla valutazione del Comune una lista di detenuti che, nell’ambito di un progetto di pubblica utilità, dovrebbe prestare la propria attività a titolo volontario e gratuito al di fuori del carcere, catalogando materiale nei musei e biblioteche cittadine.

Continua la positiva esperienza dell’emporio interno: uno spazio gestito dai volontari, con il controllo e l’ausilio del personale penitenziario, dove viene distribuito il materiale raccolto tramite donazioni (prodotti per l’igiene personale, per la pulizia delle celle, abbigliamento, eccetera).

Risulta poi pienamente applicata la disposizione dipartimentale che prevede il regime “a celle aperte”, con i detenuti che possono stare fuori dalla camera di pernottamento per almeno per otto ore giornaliere, potendo utilizzare gli spazi comuni, fra cui la palestra attrezzata. I Garanti registrano che la stessa popolazione detenuta, incontrata nel corso della visita, ha dato riscontro positivo alla possibilità di permanere al di fuori delle camere di pernottamento per più ore al giorno. I detenuti risultano per lo più impegnati nelle attività ordinarie di lavoro domestico alle dipendenze dell’Amministrazione penitenziaria, a cui si accede sulla base di una turnazione mensile.

Nel registrare i vari miglioramenti intervenuti, i Garanti auspicano che possano essere riempite di contenuto le ore che i detenuti possono trascorrere al di fuori della cella con il potenziamento dell’offerta trattamentale. Allo stato, con la sospensione del cosiddetto “Piano carceri”, risulta tramontata l’ipotesi di un nuovo padiglione.

Come in altre realtà penitenziarie regionali, resta la criticità nella distribuzione dei pasti alla domenica: al momento del pranzo, viene consegnata anche la cena, che il detenuto dovrà conservare, in ragione del turno di riposo previsto da chi lavora in cucina.

 

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